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Zagàbria

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(Zagreb). Capoluogo della contea omonima (Zagrebačka županija), capitale della Croazia, 175.140 ab. (2001).

Generalità

Situata sulla Sava, ai piedi dei rilievi montuosi della Medvednica, alla convergenza di importanti linee stradali e ferroviarie. La città ha l'aspetto moderno che ricevette con la ricostruzione seguita al terremoto del 1880. È sede di un'Università fondata nel 1669, dell'Accademia delle Scienze e delle Arti, di teatri, biblioteche, musei e di un giardino zoologico e botanico. In ungherese, Zágráb; in tedesco, Agram.

Storia

Forse antico castrum romano, la città acquistò una qualche importanza nel sec. XI, quando il re d'Ungheria, Ladislao il Santo, vi fondò un vescovado. Fortificata dopo l'invasione mongola (1242), fu per secoli scossa da lotte civili tra vescovo e borghesia, che si conclusero solo nella prima metà del sec. XVI. Scampata alla conquista turca, diventò il principale centro politico e culturale dei croati. Nel 1852 divenne arcivescovado e nel 1867 capitale della Croazia-Slavonia, provincia autonoma dell'Ungheria, conoscendo lo sviluppo del nazionalismo iugoslavo. Entrata a far parte del regno di Iugoslavia dopo la prima guerra mondiale, durante la seconda guerra mondiale fu capitale del regno filofascista ustascia croato. Liberata dai partigiani di Tito nell'aprile 1945, fu capitale della Repubblica croata federata alla Iugoslavia, conservando il ruolo dopo l'indipendenza della Croazia nel 1991.

Arte

La città alta, fusione dei centri medievali di Zagabria e Gradec, conserva notevoli monumenti, fra cui la cattedrale di Santo Stefano (1275), in stile gotico-francese, ampiamente rifatta nel sec. XIX dagli architetti F. Schmidt e H. Bollé. Gotiche sono anche le chiese di San Marco (1242), di Santa Maria (trasformata nel 1740), di San Francesco e la cappella arcivescovile. Al sec. XVII risale la fastosa chiesa di Santa Caterina e al XVIII quella di San Francesco Saverio, oltre a vari palazzi (Amadé, casa Walter, Kulmer). Le collezioni del Museo Mimara comprendono reperti archeologici, mobili, vetri, tappeti, sculture e soprattutto dipinti (P. Lorenzetti, Raffaello, Rembrandt, F. Goya, J. Constable, E. Degas). La Galleria Strossmayer è ricca di 650 opere di pittori europei tra i sec. XIV e XIX (J. Bellini, Giorgione, P. Veronese, P. Brueghel il Vecchio, L. David, J. B. Corot). Nel Museo Archeologico sono conservati circa 12.000 reperti provenienti da tutta la Croazia, dalla Preistoria all'alto Medioevo. Il Museo dell'Arte e dell'Artigianato possiede una collezione d'arte sacra e di arte applicata, mobili di varie epoche, arazzi e ceramiche. Nel laboratorio di Ivan Meštrović (1883-1962) sono raccolte oltre 250 opere dello scultore. Il Museo Civico è dedicato alla storia della città.

Economia

Favorita dalla sua posizione al centro delle reti di comunicazione tra l'Europa centrale e il mare Adriatico, la città ha sempre rivestito un grande ruolo commerciale. In epoca socialista vi si è sviluppato anche un cospicuo settore industriale, ridimensionato dopo l'indipendenza del Paese nel 1991. L'industria è oggi attiva soprattutto nei settori alimentare, dell'abbigliamento, tessile, metalmeccanico, elettrotecnico, chimico-farmaceutico e grafico-editoriale, ma si stanno sviluppando nuove industrie di più alto contenuto tecnologico. Importante è il terziario, legato alle funzioni politiche e amministrative della città e al cospicuo flusso turistico che la raggiunge. Aeroporto internazionale.

Curiosità

Dal 1972 la città ospita il Festival Mondiale del Film d'Animazione. Di cadenza biennale fino al 2005, la manifestazione è poi diventata annuale, con un programma che prevede due distinte rassegne dedicate ai corti e ai lungometraggi (giugno e ottobre). Il santuario di Marija Bistrica è uno dei luoghi di pellegrinaggio più frequentati in Croazia. Costruito nel 1883, conserva all'interno una statua lignea di età gotica della Vergine Maria col Bambino.

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