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Ragusa (Croazia)

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(Dubrovnik). Capoluogo della contea Dubrovnik-Neretva (regione: Dalmazia, Croazia), 30.436 ab. (2001).

Generalità

Situata su una piccola penisola rocciosa della costa dalmata. Grazie alla mitezza del clima, alle bellezze naturali e soprattutto grazie ai suoi numerosi tesori artistici di epoca romanica e rinascimentale, Ragusa è tornata a essere, dopo la tragica parentesi del conflitto che ha accompagnato la dissoluzione della Iugoslavia e l'indipendenza croata (1991), un'accogliente e frequentata stazione turistica. La città, culla dell'arte, del teatro e della letteratura dalmati, è sede di varie istituzioni culturali. Nel 1979 la sua parte antica è stata inclusa nel patrimonio dell'umanità dall'UNESCO; la delibera è stata estesa nel 1994 e confermata nel 1998, in seguito al meticoloso lavoro di restauro effettuato sui monumenti danneggiati durante la guerra scoppiata nel 1991.

Storia

Il più antico insediamento umano nell'area risale al sec. VII d. C., allorquando profughi di Epidauro (oggi Cavtat) si rifugiarono sulla penisoletta di Ragusium per sfuggire alle invasioni degli Avari (615) e degli Slavi. Divenuta ben presto fiorente sotto i Bizantini, la città fu assediata dagli Arabi nei sec. VIII e IX e fu poi contesa fra Veneziani, Normanni e Bizantini. Venezia la annetté ai propri domini nel 1205, dandole Statuti repubblicani (1272). Tranne il breve periodo di dominio di Federico II (1232-36), la città rimase ai Veneziani fino al 1358, divenendo uno dei principali empori commerciali fra l'Europa occidentale e i Balcani. Nel 1358 passò all'Ungheria, conservando tuttavia un'ampia autonomia . Indipendente dal 1410, la città conobbe un lungo periodo di fioritura culturale e artistica, estendendo i propri mercati a tutto il Mediterraneo. Sottomessasi all'impero ottomano dopo la sconfitta ungherese nella battaglia di Mohacs (1526), venne distrutta da un violento terremoto nel 1667 tramontando inesorabilmente. Occupata nel 1806 dai Francesi, fu annessa alle Province Illiriche passando all'Austria dopo il Congresso di Vienna (1815). Nel 1918 entrò a far parte della Iugoslavia. Durante la seconda guerra mondiale la città fu inclusa nello stato filofascista ustascia croato fino all'ottobre 1944, quando venne presa dalle truppe partigiane di Tito. Parte della Croazia nell'ambito della Repubblica socialista della Iugoslavia, nel 1991, allo scoppio della guerra civile, venne fatta segno da un intenso bombardamento da parte dei Serbi, che danneggiò gravemente il suo ricco patrimonio monumentale. Alla fine del conflitto il suo abitato antico fu oggetto di un accurato restauro filologico, recuperando in massima parte l'aspetto originario.

Arte

Il nucleo più antico della città è cinto dalle mura consolidate nel sec. XVI, lungo le quali spiccano la porta Pile, la torre Minčeta (1461-64), la torre Azimov, la porta Ploče, la torre di San Luca, il forte San Giovanni e il forte Bokar (1564-70; architetto M. Michelozzi). L'aspetto barocco della città deriva dalla ricostruzione seguita al terremoto del 1667. Sussistono tuttavia importanti testimonianze gotiche, quali il convento dei Francescani (1317-1417, con chiostro romanico-gotico e una farmacia dell'epoca, restaurata nel 1901) e il convento dei Domenicani (1315, rifatto dopo il 1667 e ristrutturato nell'Ottocento), un vasto complesso che comprende la cappella di San Sebastiano (1466-69), la chiesa (con un Crocifisso realizzato da Paolo Veneziano attorno alla metà del Trecento) e un bel chiostro (sec. XV; architetto Maso di Bartolomeo). Nelle architetture del palazzo Sponza (1312, trasformato nel sec. XVI) coesistono elementi gotici veneziani e rinascimentali. Al sec. XV risalgono il palazzo della Gran Guardia, ricostruito nel 1706 da M. Groppelli, e il palazzo del Rettore, cui M. Michelozzi aggiunse un portico rinascimentale (con un cortile di Onofrio de la Cava). La cattedrale di Santa Maria Maggiore, ricostruita in stile barocco nel 1671-1713, conserva un trittico fiammingo (sec. XV), tele di Tiziano e del Padovanino e un ricco tesoro con circa 200 reliquiari. Notevoli esempi di barocco sono anche la chiesa di San Biagio e quella dei Gesuiti, costruita su progetto di A. Pozzo. Il Museo della città, alloggiato all'interno del palazzo dei Rettori, espone mobili, dipinti, oggetti e documenti storici. Nel Museo del monastero dei Domenicani si conservano preziose oreficerie sacre, raffinati gioielli in filigrana e dipinti della scuola di Ragusa (sec. XV-XVI). Il Museo del convento dei Francescani possiede icone, reliquiari, oggetti sacri e dipinti, tra cui il notevole Ecce Homo, opera quattrocentesca di F. Francia.

Economia

La città basa la sua economia soprattutto sulle attività portuali, sulla pesca e sul terziario, legato alle sue funzioni culturali e turistiche. Rilevante è il commercio. Modesta è invece l'attività industriale. Aeroporto.

Curiosità

Tra luglio e agosto si svolge il Festival di Ragusa, che richiama ogni anno molti tra i più importanti protagonisti internazionali del teatro, del balletto e della musica classica e lirica.

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