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albume

sm. [sec. XIII; dal latino albūmen-mínis, da albus, bianco].

1) Involucro avvolgente la cellula uovo degli uccelli e dei rettili con funzioni trofiche e protettive. La composizione e la quantità dell'albume variano notevolmente da specie a specie, e nell'ambito della specie in rapporto a fattori razziali e nutrizionali. È tuttavia tipico dell'albume l'elevato contenuto di proteine specie di tipo albuminico. L'albume contiene carboidrati (zuccheri liberi con prevalenza di glucosio), glicoproteine, enzimi (catalasi, peptidasi), vitamine (riboflavina, acido pantotenico, vitamina B₁₂, vitamina B6), sali minerali e oligoelementi.

2) In botanica, dicesi albume, o endosperma secondario, il tessuto ricco di materiali nutritivi che circonda l'embrione nel seme delle Angiosperme. Prende origine dal processo di doppia fecondazione, cioè dalla fusione di uno dei nuclei germinativi del polline col nucleo secondario o di fusione del sacco embrionale. Nelle prime fasi di sviluppo si può presentare nucleare o cellulare a seconda se compaiono o no pareti divisorie che isolano i nuclei in attiva moltiplicazione. Le sue cellule hanno generalmente un corredo cromosomico poliploide. I materiali di riserva possono essere amiliferi come nei cereali, albuminiferi come per esempio nel genere Chenopodium, oleiferi come nel ricino e nel dattero. In alcune piante l'albume viene consumato durante la formazione dell'embrione e l'accumulo di materiali di riserva avviene nei cotiledoni. Ha le stesse funzioni dell'endosperma primario delle Gimnosperme, che ha però origine diversa.