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anfizionìa

sf. [sec. XIX; dal greco amphiktyonía]. Lega politico-religiosa tra popoli vicini che acquistò grande importanza nell'antica civiltà greca. Si prefiggeva una sorta di alleanza sacrale fondata sulla difesa di un tempio comune e sull'esecuzione di feste comuni connesse col tempio e può essere considerata uno dei più interessanti tentativi, in chiave religiosa, di una presa di coscienza dell'unità culturale ellenica superante i particolarismi delle singole città-Stato. Tra le anfizionie più importanti ricordiamo quella degli Ioni a capo Micale, attorno al santuario di Poseidone, quella dei Dori a Cnido intorno al santuario di Apollo Triopio, la ionica di Delo intorno al santuario di Apollo, quella dorica di Poseidone a Calauria, quella di Zeus a Dodona e a Olimpia, e infine, di speciale importanza per il carattere panellenico che venne assumendo, l'anfizionia delfico-pilaica. Sorta dall'unione di due culti diversi, quello di Demetra ad Antela presso le Termopili (Pýlai) e quello di Apollo a Delfi, essa esisteva già alla fine del sec. VII a. C. e riuniva dodici popoli. Controllata in età arcaica dai Tessali l'anfizionia delfico-pilaica cadde nel 346 sotto l'influenza di Filippo II di Macedonia che, vittorioso sui Focesi nella III guerra sacra, ne prese il posto nel sinedrio anfizionico e ne fece un proprio strumento di potere. Nel sec. III a. C., in seguito alla vittoria degli Etoli sui Celti (279) essa cadde, fino all'intervento romano, sotto il predominio etolico.