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Fòcide

(greco Phōkís-ídos; latino Phocis-ídis). Provincia (nomós) della Grecia, nella regione Grecia Centrale, 2120 km², 38.176 ab. (stima 2005), 18 ab./km², capoluogo Amfissa.

La provincia coincide con l'antica regione storica, posta tra la Ftiotide a N, l'Etolia a W e la Beozia a E, affacciata a S sul golfo di Corinto. Il territorio, prevalentemente costituito da rocce calcaree, è in gran parte montuoso (monte Gkiona, 2510 m) e i corsi d'acqua che lo attraversano (principale è il Mornos) sono spesso asciutti. La popolazione, piuttosto scarsa e concentrata nelle poche zone pianeggianti, è dedita all'agricoltura, all'allevamento del bestiame ovino e caprino e alla pesca. § La regione comprendeva nella sua parte settentrionale la fertile vallata del medio Cefiso in cui sorgevano i centri maggiori, quali Anficlea, Aulide ed Elatea; sulle pendici meridionali del Parnaso sorgeva Delfi. Abitata fin dall'età neolitica, la Focide fu occupata sul finire del II millennio a. C. da una popolazione di dialetto dorico, i Focesi, che nel sec. VII a. C. fondarono in occidente numerose colonie tra cui Elea e Massalia (Marsiglia). Nel sec. VI a. C. essi giunsero a darsi una valida organizzazione politico-militare su base federale e poterono resistere ai vicini durante la prima guerra sacra. Alleata di Atene prima e poi di Sparta nel sec. V a. C., la Focide fu incorporata nel sec. IV alla Beozia. Durante la III guerra sacra fu vinta da Filippo II di Macedonia che occupò il posto dei Focesi nell'anfizionia delfico-pilaica. Assorbita dall'Etolia nel sec. III a. C., nel 225-224 tornò sotto il dominio macedone. Nel 146 a. C. la Focide fu sottoposta dai Romani al governatore della Macedonia, mentre la lega venne sciolta. Augusto incorporò poi la regione nella provincia di Acaia ricostituendo la lega, che era attestata ancora sotto Traiano.