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automatismo

sm. [sec. XX; da automatico]. Tendenza a servirsi di mezzi automatici; condizione di ciò che agisce automaticamente. In particolare: A) in biologia, condizione in cui si verificano fenomeni e funzioni vitali indipendentemente dalla volontà: gli apparati e i sistemi della vita vegetativa animale (circolazione, respirazione, digestione, escrezione, ecc.) funzionano in base ad automatismi. B) In psicologia, comportamento che, una volta iniziato, si mantiene indipendentemente dalla volontà e dall'attenzione del soggetto. Se anche l'inizio dell'automatismo non è intenzionale (come, per esempio, nella respirazione) si parla di comportamento autoctono. Alcuni automatismi si formano per abitudine (scrivere, parlare, ecc.). C) In economia, automatismo economico, capacità di un sistema economico di reagire a fattori che ne turbano l'equilibrio in quanto dotato di forze tendenti automaticamente a ristabilire l'equilibrio stesso; automatismo aureo, capacità del sistema aureo di mantenere stabili i cambi esteri. D) Nella tecnica, meccanismo o apparecchiatura che compie e ripete una determinata operazione, o misurazione, o lavorazione, con uniformità meccanica, in modo automatico e cioè tale che l'azione dell'uomo non consiste più in un intervento diretto, ma è limitata al controllo del funzionamento. Il termine è riferito anche alla proprietà del dispositivo stesso di determinare da solo il proprio funzionamento (vedi automazione). E) In arte, procedimento espressivo usato dai pittori aderenti al surrealismo, consistente nell'associazione automatica di immagini o parole sollecitate ad affiorare dall'inconscio. Con il termine di automatismo si indica, inoltre, una tendenza della pittura canadese contemporanea che si propose di rivoluzionare totalmente principi accademici e valori borghesi; vi si riconoscono artisti quali F. Leduc, J.-P. Riopelle, M. Barbeau, P. Gavreau, M. Ferron, J.-P. Housseau.