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còscia

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Lessico

sf. (pl. -sce) [sec. XIII; latino coxa].

1) Nel corpo umano, parte dell'arto inferiore situata tra l'anca e il ginocchio; la parte corrispondente nel corpo degli animali: coscia di tacchino. Per estensione, la parte dei pantaloni che copre la coscia.

2) Varietà rinomata di pero di origine toscana. Ha frutto di forma allungata, conica, dall'epidermide di colore giallo, sfumato in rosso a maturazione, e rossa nelle parti esposte al sole. La polpa è fondente e di buon sapore, i frutti sono di media grandezza e piuttosto resistenti al trasporto. Matura in luglio.

3) Fig., parte di un ponte che poggia sulla riva: “ove oggi è la coscia del ponte” (G. Villani). In particolare, nell'attrezzatura navale, ciascuna delle due punte della gola dei picchi e delle bome.

4) Ant. e lett., sponda, fianco.

Anatomia

La coscia ha forma simile a un tronco di cono, con la base posta verso l'alto, ed è costituita da muscoli che rivestono il femore, il solo osso che ne forma l'impalcatura scheletrica. I muscoli della coscia sono avvolti da una lamina fibrosa, la fascia lata, dalla quale si originano dei setti che suddividono la muscolatura in tre parti: una anteriore (con i muscoli sartorio e quadricipite), una mediana o mediale (con i muscoli pettineo, otturatore esterno e i quattro adduttori, lungo, breve, grande e minimo) e una posteriore (di cui fanno parte, oltre ad un muscolo estensore, il bicipite, il semitendinoso e il semimembranoso). Tra i muscoli adduttori, sartorio e quadricipite, nella parte anteromediana della coscia, esiste uno spazio (canale di Hunter), in cui passano il nervo, l'arteria e la vena femorale. Alla vascolarizzazione della coscia contribuiscono, oltre all'arteria femorale con i suoi rami, anche l'arteria otturatoria, mentre il sangue refluo, raccolto dalla vena safena, viene portato alla vena femorale. All'innervazione dei muscoli della coscia provvedono nervi provenienti dal plesso lombare, come il femorale, l'otturatore, l'ischiatico o sciatico, nonché, in parte, i nervi gluteo superiore, tibiale e peroneo comune.

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