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caròta

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Lessico

sf. [sec. XIII; dal greco karōtón, tramite il latino carōta].

1) Nome comune usato per indicare l'erbacea Daucus carota della famiglia Ombrellifere (Apiacee) nota sia allo stato spontaneo (varietà typicus) sia allo stato coltivato (varietà sativus) diffusa in Europa, in Asia e nell'Africa settentrionale.

2) La radice commestibile della pianta: insalata di carote; carote fritte. Per estensione, il colore della radice, rosso aranciato (anche come agg.): color carota; capelli carota; pel di carota. Anche in loc. fig.: usare il bastone e la carota, alternare la maniera forte a quella dolce.

3) Fig. familiare, menzogna, frottola: piantar carote, raccontar frottole.

4) Campione di roccia o di sedimento a forma cilindrica, estratto durante operazioni di sondaggio o di perforazione (carotaggio meccanico) mediante apposito strumento (carotiere). La carota è in grado di fornire, esaminata in modo appropriato a seconda degli scopi del campionamento eseguito, indicazioni sulle proprietà mineralogiche, litologiche, stratigrafiche e geofisiche della formazione da cui proviene. La carota deve essere prelevata in modo da rappresentare un campione indisturbato della formazione in esame; nel caso debba servire per studi stratimetrici è importante conoscerne l'orientamento secondo la posizione originaria. Le carote, che possono raggiungere la lunghezza anche di alcuni metri, e diametro tra qualche centimetro e qualche decimetro, vanno conservate in appositi contenitori e devono essere corredate delle indicazioni relative al luogo e alla profondità del prelievo.

Botanica

La pianta selvatica, detta carota selvatica e cepo bianco, è annua o bienne, scabra, pelosa, con foglie bipennatosette, radice fusiforme ramosa e ombrelle a molti raggi con fiori bianchi e rosei, salvo quello centrale, violaceo, dal quale si estrae un principio colorante usato per miniare; i frutti sono acheni ovali. La varietà coltivata deriva probabilmente dalla specie selvatica: ve ne sono diverse forme che differiscono soprattutto per la lunghezza, la forma e il colore della radice, carnosa e per lo più giallo aranciata, chiamata anch'essa carota, molto usata per l'alimentazione dell'uomo e anche del bestiame (carota bianca), ricca di diverse vitamine (soprattutto A, B, C). Dai semi si estrae un olio, contenente carotina, pinene e limonene, nonché alcuni acidi (butirrico, isobutirrico e palmitico), utilizzato nella fabbricazione di liquori, nella preparazione di composti aromatici e in profumeria. Il succo delle radici viene anche adoperato per colorare artificialmente il burro. La carota predilige clima temperato e terreni di pianura, possibilmente leggeri e freschi.