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cefàlico

agg. (pl. m. -ci) [sec. XIII; dal greco kephalikós, della testa, tramite il latino cephalícus]. Proprio della testa; che ha rapporto con la testa; anche di parte del corpo o porzione di un organo prossime al capo: vena cefalica, quella che scorre nella parte laterale del braccio, dove raccoglie il sangue refluo dalla parte superficiale; confluisce nella vena ascellare. § In antropologia, diametri e indici cefalici, misure effettuate sulla testa del vivente, considerata inserita in un parallelepipedo rettangolo, che permettono di definire rispettivamente le tre dimensioni fondamentali (secondo gli spigoli del solido) e le forme possibili della testa stessa . Se vengono riferite al cranio secco si dicono più propriamente diametri e indici cranici. I diametri sono: la larghezza, distanza fra i due punti laterali più esterni della testa, gli euria; la lunghezza, distanza fra la glabella, punto anteriore del cranio, e l'opistocranio, punto più caudale del cranio; l'altezza, distanza in verticale fra il punto di massima elevazione del cranio (vertex) e la retta orizzontale che unisce i punti superiori dei fori auricolari (auricola). Riferita al cranio, quest'ultima misura si ottiene calcolando la distanza fra il bregma e il basion. Dai rapporti percentuali fra questi tre diametri si passa ai valori degli indici cefalici. Guardando la testa in norma verticale (dall'alto) si ha l'indice trasverso-longitudinale o indice cefalico orizzontale, ottenuto moltiplicando per 100 la larghezza e dividendo il risultato per il valore della lunghezza. Questo indice permette di classificare le teste (o i crani) in dolicocefale (o dolicocrani), mesocefale (o mesocrani), brachicefale (o brachicrani), rispettivamente lunghe, medie, corte. Guardando la testa in norma laterale (cioè vista di lato), si ha l'indice vertico-longitudinale, ottenuto dal rapporto fra altezza moltiplicata 100 e lunghezza. Questo indice permette di classificare le teste (o i crani) in camecefale (o camecrani), ortocefale (od ortocrani), ipsicefale (o ipsicrani) a seconda che siano basse, medie o alte. Guardando la testa in norma posteriore (cioè vista dal dietro), si ha l'indice vertico-trasversale, ottenuto dividendo la misura dell'altezza moltiplicata 100 per la misura della larghezza. Questo indice permette di classificare le teste (o i crani) in tapeinocefale (o tapeinocrani), metriocefale (o metriocrani), acrocefale (o acrocrani), a seconda che siano abbassate, normali o rialzate all'indietro. Il passaggio dai valori calcolati per i crani secchi e quelli presunti per il vivente si realizza aggiungendo da 2 a 5 punti al valore dell'indice considerato. Altri indici della testa sono quelli relativi alla fronte, alla calotta cranica e alla faccia o parti di questa (vedi anche facciale, gnatico, nasale, orbitale).

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