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cratère

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Lessico

Sm. [sec. XIV; dal greco krater -eros].

1) Grande vaso con imboccatura larga per mescolare vino e acqua. Nella ceramica greca si distinguono, per la forma delle anse e il profilo, il cratere a colonnette (celebe o kelebe), tra cui il più noto è il cratere François, a volute, a calice, a campana.

2) Cavità a forma di imbuto situata alla sommità di un edificio vulcanico allo sbocco del camino vulcanico.

3) Cratere pseudovulcanico, forma topografica che presenta molte delle caratteristiche dei crateri vulcanici. È dovuto all'esplosione di bombe e di mine o all'impatto di grosse meteoriti sulla superficie terrestre. L'area maggiormente interessata da crateri del primo tipo è sicuramente la regione indocinese: un calcolo teorico stima che i crateri prodotti dai bombardamenti terrestri e aerei dal 1965 al 1971 ammontino a ca. 26 milioni. Gli esempi più noti di crateri meteoritici sono quelli del Meteor Crater e del cratere di Barringer in Arizona, del cratere di Brent in Canada, del Wolf Creek e di Henbury in Australia; ampi crateri meteoritici sono stati osservati anche in Arabia, in Siberia, ecc.

4) Formazione originatasi dall'impatto con meteoriti presente su alcuni pianeti e su altri componenti del sistema solare; è tipica, in particolare, della Luna.

5) Cavità che si forma all'estremità del catodo di un arco elettrico. § La formazione di crateri si osserva in generale, oltre che sugli elettrodi delle lampade ad arco, sui contatti destinati a interrompere circuiti percorsi da corrente, specialmente se continua (per esempio sulle puntine platinate dello spinterogeno degli autoveicoli, sui contatti di interruttori, teleruttori, ecc.). Il fenomeno è dovuto a sublimazione di materiale causata dall'alta temperatura dell'arco elettrico e, nel funzionamento in corrente continua, a trasporto da parte dell'arco di metallo ionizzato che si trasferisce dall'elettrodo positivo al negativo. Per motivi analoghi piccoli crateri puntiformi si possono formare sul collettore a lamelle a lamelle delle macchine elettriche.

Astronomia

La presenza di crateri – di dimensioni più o meno vaste a seconda della forza gravitazionale dell'astro, e di maggiore o minore evidenza a seconda dei processi distruttivi esercitati dall'attività meteorologica – si può constatare non soltanto sui componenti minori del sistema solare, come la Luna e gli altri satelliti, o gli asteroidi, ma anche sui pianeti “terrestri” (Mercurio, Venere, Terra, Marte) che, a differenza di quelli esterni, di natura gassosa, sono caratterizzati da una crosta solida. Gli aspetti dinamici e morfologici osservati nei crateri dei corpi del sistema solare ne riconducono l'origine a impatti verificatisi con i componenti degli sciami meteoritici che circolarono in grande quantità almeno durante il primo mezzo miliardo d'anni di esistenza del sistema. Il numero e le dimensioni dei crateri individuabili sulle superfici planetarie rappresentano, ovviamente, grandezze connesse al flusso meteoritico incidente "".

Geologia

Gli elementi morfologici di un cratere vulcanico sono il fondo, collegato al camino vulcanico mediante diverse aperture corrispondenti a varie fasi di attività vulcanica (bocche intercrateriche), le pareti e l'orlo, in forma di cresta irregolare a contorno circolare o ellittico: tali elementi sono in continua evoluzione e dipendono dal tipo di attività del vulcano. Spesso il cratere si riempie di acqua piovana o freatica in seguito a fenomeni di alterazione del materiale lavico o piroclastico, che rendono impermeabile il fondo e le pareti del cratere; si formano allora i cosiddetti laghi craterici (per esempio, laghi di Bolsena e di Bracciano). Buona parte dei vulcani possiede diversi crateri la cui denominazione è in funzione del loro rapporto con il camino vulcanico: cratere terminale o centrale, il cratere che si apre direttamente sopra il camino; crateri subterminali, che si formano in corrispondenza di fratture o di voragini sui fianchi del cono terminale; crateri avventizi o radiali, quelli che si aprono sui fianchi del cono principale anche a notevole distanza dal condotto centrale, in seguito alla formazione di fenditure; crateri eccentrici, quelli che si formano per manifestazioni eruttive eccentriche, indipendenti cioè dal camino principale. Crateri. particolari a fondo appiattito ma con pareti ripidissime, fino a verticali, vengono denominati cratere-pozzi (pit craters); essi si trovano solo nei vulcani a scudo e si riempiono spesso di lava, che corrode alla base le pareti facendole crollare secondo fessure periferiche.