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dìstico

sm. e agg. (pl. -ci) [sec. XVI; dal greco dístichon, propr. di due righe].

1) Sm., sistema o periodo metrico (strofa) formato da due versi. Il distico per eccellenza della metrica classica è quello elegiaco, formato da un esametro e da un pentametro: Parve, nec invideo, sine me, liber, ibis in Urbem / ei mihi, quo domino non licet ire tuo (Ovidio). Il distico italiano è generalmente formato da due versi accoppiati dalla rima baciata. Fu usato da Carducci.

2) Nel linguaggio giornalistico, la presentazione sintetica di un articolo o del suo autore. Posto all'inizio del pezzo, il distico è generalmente composto con caratteri diversi e con una giustezza minore.

3) Agg., in botanica, di foglie, rami o fiori inseriti a nodi alterni sull'asse che li porta, e in modo da formare due file o linee generatrici (ortostiche) una a destra, l'altra a sinistra.

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