Questo sito contribuisce alla audience di

epididimite (patologia)

sf. [da epididimo+-ite]. Condizione flogistica dell'epididimo, molto spesso associata a orchite (orchiepididimite). Le cause possono essere: prostatite (da coli e da vari cocchi), infezioni croniche latenti delle basse vie urinarie, uretrite blenorragica posteriore, sifilide nel periodo secondario, tubercolosi, traumi strumentali del canale uretrale (cateterismi, sonde permanenti, cistoscopia) con virulentazione della flora batterica locale. L'epididimite di solito è una complicazione di una uretrite o di una prostatite batterica e può essere unilaterale o bilaterale. Clinicamente sono presenti febbre, dolore locale, tumefazione e indurimento. La diagnosi si avvale della coltura dell'urina o delle secrezioni prostatiche. Si può avere diffusione dell'infezione al dotto deferente con comparsa di deferentite. A volte l'eziologia dell'epididimite può rimanere sconosciuta. Si tratta spesso in tal caso di epididimite spermatogena per infiammazione da passaggio degli spermatozoi dai tubuli dell'epididimo nei tessuti circostanti. L'epididimite luetica, di solito bilaterale, tende alla guarigione spontanea e non lascia esiti; l'epididimite tubercolare ha un andamento cronico e si manifesta con lieve dolore locale, mentre lungo l'epididimo si formano noduli duri alternati ad altri più molli, aderenti alla cute e che si aprono verso l'esterno nella parte posteriore e inferiore dello scroto. Le altre forme hanno di solito un decorso acuto con febbre, dolori locali, tumefazione dello scroto e dell'epididimo. Per quanto concerne la terapia: per la forma luetica e tubercolare occorrono farmaci specifici; per le altre riposo, chemioterapici e antibiotici; nel caso che vi sia pericolo di suppurazione è necessaria l'asportazione chirurgica dell'epididimo.