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etilène

sm. [sec. XVIII; da etile+ -ene].

1) Radicale bivalente, di formula –CH₂CH₂–, che si ottiene dall'etano per eliminazione di due atomi di idrogeno.

2) Composto chimico di formula bruta C₂H4, corrispondente alla formula di struttura H₂C=CH₂ del termine più semplice della serie degli alcheni. A temperatura ambiente è un gas incolore, di densità prossima a quella dell'aria, facilmente infiammabile e che forma con l'aria miscele esplosive. Presenta un caratteristico odore dolciastro ed è dotato di blande proprietà anestetiche; liquefà alla temperatura di -103,9 °C, a pressione atmosferica. L'etilene, che è un prodotto fondamentale della grande industria chimica, un tempo si preparava a partire dall'alcol etilico. In seguito, per produrne grandi quantità e a basso costo, ci si è avvalsi del cracking di frazioni dei petroli, realizzato a temperature dell'ordine dei 700 °C: si ottiene così una miscela di idrocarburi gassosi, costituita principalmente da etilene e propilene, che si separano, previa liquefazione, per distillazione frazionata a bassa temperatura e sotto pressione. L'etilene costituisce il composto di partenza per la preparazione di prodotti di larghissimo impiego, come il suo polimero, il polietilene, l'etilbenzene, l'acetaldeide e i suoi derivati quali l'acido acetico, gli acetati, ecc. § L'inalazione di una miscela di ossigeno ed etilene induce la narcosi in un periodo di 2-5 minuti; a concentrazioni sub-narcotiche il gas produce effetti di tipo analgesico, cioè abolisce la sensibilità dolorifica senza provocare la perdita della coscienza. L'anestesia etilenica non altera le funzioni circolatorie e respiratorie, si instaura rapidamente ed è altrettanto rapidamente reversibile. È indicata per piccoli interventi chirurgici, dato che non è particolarmente intensa e non produce rilasciamento muscolare. Va rilevato però che la miscela ossigeno-etilene è facilmente esplosiva, per cui si preferiscono gas anestetici meno pericolosi.

Composto chimico di formula bruta C₂H4O; è il termine più semplice e più importante della serie degli epossidi. Si presenta come un gas incolore e assai tossico, che a pressione atmosferica e alla temperatura di 10,5 °C condensa in un liquido miscibile in ogni rapporto con l'acqua e con molti solventi organici. L'ossido di etilene rappresenta un importante prodotto industriale: viene preparato esclusivamente per epossidazione dell'etilene. Normalmente l'ossido di etilene si conserva e si trasporta allo stato liquido in bombole di acciaio. Costituisce il composto di partenza per la produzione di svariate sostanze di largo impiego, tra cui il glicol etilenico, i polietilenglicoli, i solventi del gruppo dei cellosolve e i detergenti e tensioattivi di sintesi.