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intossicazióne

sf. [sec. XIV; da intossicare]. Condizione morbosa dovuta alla reazione tra un qualsiasi composto chimico e i componenti dell'organismo. È importante precisare che molti composti che a dosi opportune sono capaci di modificare favorevolmente le funzioni cellulari e che, pertanto, trovano impiego come farmaci, si comportano come tossici quando vengono introdotti nell'organismo a dosi elevate. Anche sostanze componenti normali dell'organismo possono agire in senso tossico quando raggiungono concentrazioni eccessive o agiscono in sedi abnormi. Ne sono esempio l'acetilcolina, l'istamina, l'urea, la serotonina, la bilirubina. La tossicità di un determinato composto chimico è legata molto spesso alle condizioni dell'organismo e, più in particolare, alle capacità dei vari meccanismi di difesa antitossica. Le intossicazioni, acute e croniche, possono essere di origine esogena o endogena. Le intossicazioni esogene sono conseguenza della penetrazione nell'organismo di sostanze a esso estranee, di provenienza vegetale (per esempio alcaloidi, glucosidi), animale (tossine di serpenti, di insetti, ecc.), minerale, oppure di prodotti di sintesi. L'origine di queste intossicazioni può essere dolosa, medicamentosa, accidentale, bellica, professionale. Le intossicazioni endogene, o autointossicazioni, si producono quando aumenta la formazione o il riassorbimento di “veleni endogeni” oppure in caso di insufficienza assoluta o relativa dei meccanismi fisiologici di detossicazione e di depurazione. I meccanismi delle azioni tossiche costituiscono uno dei più importanti e complessi argomenti di studio della medicina; interessano non soltanto la tossicologia in senso stretto ma anche la medicina generale, l'oncologia, il campo delle malattie metaboliche, ecc. Una volta penetrati nell'organismo, gli agenti tossici possono provocare danni locali o generali. Spesso, pur diffondendosi in tutto l'organismo, essi danneggiano solo determinati tipi di cellule, comportandosi nei confronti degli altri tessuti come sostanze del tutto innocue o provviste di tossicità trascurabile. Occorre pertanto distinguere i tossici ad azione generale, che agiscono aspecificamente su tutti i protoplasmi con meccanismo ossidante, riducente, solvente, precipitante delle proteine, ecc., e i tossici ad azione specifica, che danneggiano soltanto determinati tipi di cellule, in rapporto alla funzione di queste oppure alla composizione chimica ed enzimatica. A contatto con agenti chimici nocivi, l'organismo reagisce attraverso meccanismi tendenti a neutralizzare o a eliminare rapidamente il tossico, oppure mediante processi di compensazione funzionale, tendenti a ristabilire l'equilibrio omeostatico alterato. La terapia delle intossicazioni varia secondo le sostanze velenose (vedi anche autointossicazione, veleno, fungo, ecc.). § Secondo il diritto penale, i colpevoli di reati commessi in stato d'intossicazione cronica da alcool o da sostanze stupefacenti non sono imputabili se nel momento in cui commisero il fatto erano incapaci di intendere o di volere; la responsabilità non è esclusa, ma la pena è diminuita in caso d'incapacità parziale. L'intossicazione non cronica e volontaria invece non esclude né diminuisce l'imputabilità. A norma del Codice Penale i condannati alla reclusione per delitti commessi in stato di abituale ubriachezza o di cronica intossicazione da stupefacenti sono ricoverati in una casa di cura e di custodia.

Bibliografia

E. G. C. Clarke, Isolation and Identification of Drugs, Londra, 1969; W. B. Deichmann, H. W. Gerarde, Toxicologie of Drugs and Chemicals, New York, 1969; E. Fournier, P. Gervais, Dictionnaire des intoxications, Parigi, 1970; M. Bozza Marrubini, R. Ghezzi Laurenzi, P. Uccelli, Intossicazioni acute, Milano, 1986.

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