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invenzióne

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Lessico

sf. [sec. XIV; dal latino inventío-ōnis, da invenīre, trovare, scoprire].

1) L'inventare; in concreto, la cosa inventata: l'invenzione del motore a scoppio, della radio; l'epoca delle grandi invenzioni; più generalmente, ideazione: è un dolce di mia invenzione; è un'invenzione del demonio, di cosa considerata dannosa o immorale. In particolare, in filosofia, l'attività creativa estetica. Invenzione e “genio” sono usati, prevalentemente, per sottolineare il momento creativo estetico immanente alle altre attività spirituali. Riferito all'artista, il creare con la fantasia, la capacità stessa di creare: le invenzioni dantesche, ariostesche; pittore ricco d'invenzione.

2) Per estensione, fandonia, menzogna; notizia infondata: non devi credergli: sono tutte invenzioni.

3) In musica, composizione, definitasi nel sec. XVII, che, pur libera formalmente, seguiva in genere lo stile contrappuntistico imitato. Il genere dell'invenzione, che deve la sua notorietà alle invenzioni a 2 e 3 voci di J. S. Bach, nel Novecento è stato utilizzato da numerosi autori (Berg, Petrassi, Blacher, Fortner, Klebe, ecc).

4) Nel linguaggio giuridico, ritrovamento di qualche cosa smarrita da altri che determina l'acquisizione della sua proprietà.

5) Nel linguaggio ecclesiastico, rinvenimento o ritrovamento di una reliquia: l'invenzione della reliquia di un santo, l'invenzione della Croce. Al pl., le scritture che danno notizia del ritrovamento delle reliquie dei santi.

6) In retorica, arte di trovare argomenti, spunti, temi per interessare chi legge o ascolta.

Diritto civile

In generale sono invenzioni i metodi o processi di lavorazione industriale, le macchine, gli strumenti utensili, i dispositivi meccanici, i prodotti o risultati industriali, le applicazioni tecniche di principi scientifici purché suscettibili di dare immediati risultati industriali. L'inventore, se vuole godere del diritto esclusivo di attuare l'invenzione e di sfruttarla economicamente, deve ottenere il riconoscimento mediante il brevetto. Questo (detto anche privativa o patente) viene rilasciato, previa domanda dell'interessato, dall'Ufficio Centrale Brevetti il quale, vagliata l'invenzione e la sua rispondenza ai requisiti tecnici, concede o meno il brevetto. Oltre al diritto esclusivo di sfruttamento, l'inventore ha la facoltà di cedere la sua invenzione a terzi, di trasferirla per successione ai propri eredi. Non è, invece, alienabile il diritto morale alla paternità della scoperta. Non sono brevettabili, secondo la legge italiana, le invenzioni che abbiano contenuto illecito e quelle relative alla fabbricazione di medicinali. La durata del brevetto è di quindici anni dalla data della domanda di concessione. Per quanto riguarda la tutela internazionale dell'invenzione, questa è regolamentata dall'Accordo sul brevetto comunitario dell'Unione Europea (15 dicembre 1989), che si affianca alla Convenzione di Monaco sul rilascio del brevetto europeo, firmata il 5 ottobre 1973 e ratificata in Italia con la legge 26 maggio 1978, n. 260. La convenzione ha istituito un Ufficio Europeo per i Brevetti, con sede a Monaco di Baviera, con il compito di rilasciare “brevetti europei”. Questi sono brevetti d'invenzione validi negli Stati contraenti della Convenzione di Monaco designati dal richiedente. Il “brevetto comunitario”, invece, è un brevetto rilasciato dall'Ufficio Europeo per i Brevetti che dispiega i suoi effetti sulla totalità del territorio degli Stati dellUnione Europea. Il brevetto d'invenzione comunitario è autonomo: esso è soggetto al diritto dell'Accordo del 1989 e non ai differenti diritti nazionali che continuano ad applicarsi ai brevetti nazionali e ai brevetti europei con i quali il brevetto comunitario coesiste. A una tutela dell'invenzione prettamente internazionale provvede la Convenzione sui brevetti di Parigi del 20 marzo 1883, ratificata in Italia con la legge 15 dicembre 1954, n. 1322. § In diritto, il termine invenzione significa anche un modo di acquisto della proprietà mediante ritrovamento di una cosa smarrita. La legge impone a chi rinviene una cosa mobile la restituzione al proprietario o la sua consegna al sindaco del luogo in cui l'ha trovata, qualora non conosca il proprietario. Il ritrovamento viene reso noto dal sindaco con pubblicazione nell'albo comunale. Trascorso un anno senza che il legittimo titolare della cosa si presenti, colui che l'ha trovata ne diviene proprietario. Se invece il proprietario reclama la cosa trovata, il trovatore ha diritto a un compenso pari a un decimo del suo valore.

Economia

Diversi sono i criteri di classificazione delle invenzioni: in base alle relazioni intercorrenti tra progresso tecnico e mercato dei fattori produttivi si hanno invenzioni indotte, che discendono più o meno direttamente dalla variazione dei prezzi dei fattori; invenzioni autonome, indipendenti da tali variazioni. Per quanto riguarda il rapporto capitale-lavoro si hanno invenzioni capitale, che riducono tale rapporto; invenzioni lavoro che lo aumentano e invenzioni neutre che lo lasciano invariato. Si distinguono inoltre: invenzioni risparmiatrici di un fattore, quando accrescono il prodotto marginale di un fattore, traducendosi in un risparmio dello stesso; invenzioni neutrali, che aumentano il rapporto marginale di tutti i fattori. In rapporto al capitale-prodotto le invenzioni sono: risparmiatrici di capitali e neutrali. Lo Schumpeter ha considerato le invenzioni rispetto alla loro concentrazione temporale e ai loro effetti sull'andamento del ciclo economico, distinguendo la gestazione dell'invenzione che coincide con la fase di prosperità e l'operazione dell'invenzione con la fase di depressione economica. Le invenzioni si distinguono anche per il loro influsso sul volume di produzione o per la capacità di modificare l'equilibrio del sistema economico. Si hanno poi invenzioni isolate e flussi continui d'invenzione che possono essere fattori di dinamica economica o determinare soltanto nuove posizioni di equilibrio.

Religione

Invenzione della Croce, ovvero ritrovamento della Croce di Cristo avvenuta, secondo San Cirillo (Epistula ad Constantinum imperatorem, 351), al tempo di Costantino e, secondo Sant'Ambrogio, per opera di Sant'Elena nel 326. Il ritrovamento fu illustrato, secondo Rufino (Historia ecclesiae), dalla guarigione di un moribondo e, secondo Sulpicio Severo (Chronicon), dalla resurrezione di un morto, un ebreo di nome Giuda (San Gregorio di Tours, Historia ecclesiastica). Festa il 14 settembre. § L'invenzione compare sia come tema iconografico a sé (pala di P. Berruguete a Peredes de Nava; Tiepolo, Sant'Elena scopre la Croce, Venezia, Gallerie dell'Accademia), sia nell'ambito dei cicli figurativi con cui vari artisti illustrarono la storia della Croce diffusa dalla Legenda aurea. Tra i cicli di affreschi più noti, quello di Agnolo Gaddi in S. Croce a Firenze e soprattutto quello splendido di Piero della Francesca nel coro di S. Francesco ad Arezzo (Leggenda della vera Croce, 1452-59), in cui la leggenda medievale, ritmata in poche scene grandiose dove i personaggi si muovono assorti e solenni in un suggestivo paesaggio, si trasforma in sacra rappresentazione.

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