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laticìfero

agg. e sm. [sec. XIX; da latice+-fero]. In botanica, denominazione dei condotti cellulari pieni di latice che percorrono il corpo di numerose Angiosperme. Possono derivare dall'allungamento di poche cellule già presenti in numero costante nell'embrione, del quale seguono l'accrescimento venendo a formare specie di lunghi tubi, ramificati o no, con molti nuclei ma sprovvisti di membrane divisorie e che non si anastomizzano fra loro (laticiferi apociziali o non articolati), come in molte Euforbiacee e Apocinacee. Nelle Composite (o Asteracee) e nelle Campanulacee, per contro, i laticiferi derivano da file longitudinali di cellule sovrapposte, le cui pareti divisorie vengono in tutto o inparte riassorbite (laticiferi articolati, o sinciziali, o settati); anche in questo caso, i condotti sono plurinucleati, semplici o ramificati, ma con ramificazioni che, saldandosi fra loro, danno origine a strutture reticolate.

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