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ròstro

sm. [sec. XIV; dal latino rostrum].

1) Becco, specialmente quello duro e adunco degli uccelli rapaci. Ant., muso di animali selvatici.

2) In zoologia: A) prolungamento anteriore dorsale del carapace di molti Crostacei Malacostraci, appiattito dorso-ventralmente e articolato, come nei Leptostraci, o appiattito trasversalmente, seghettato e appuntito, come nei Decapodi Macruri. B) Prominenza dorsale mediana del capo di alcuni Rotiferi, fornita di setole sensorie e ciglia. C) Piastra ventrale che contribuisce a formare la corazza protettiva dei Crostacei Cirripedi. D) Apparato boccale, pungente e succhiante di numerosi Insetti (per esempio Ditteri).

3) In botanica, porzione allungata, a forma di becco, che caratterizza alcuni organi vegetali, principalmente semi (Scandix pecten-veneris), silique (Sinapis) o anche opercoli delle urne di molte specie di Muschi; nelle Asteracee, prolungamento dell'achenio che porta il pappo.

4) Trave metallica o lignea con punta metallica, usata sulle navi etrusche e romane allo scopo di investire, danneggiare e trattenere la nave avversaria. I rostri romani, usati prevalentemente per quest'ultimo scopo, avevano due o più punte. Successivamente il rostro è stato sostituito dallo sperone. In età romana si usò ornare i monumenti con i rostri delle navi nemiche: si ricorda la colonna rostrata eretta per la vittoria di Gaio Duilio sulla flotta cartaginese a Milazzo (Roma, Museo dei Conservatori) e la tribuna degli oratori nel foro romano, detta perciò rostra; quella più antica, posta nel Comizio e ornata dei rostri delle navi di Anzio (338 a. C.), fu sostituita da Cesare con un monumento, ampliato poi da Augusto e in età successive e ancor oggi in parte conservato, adorno di colonne e statue onorarie.

5) Nelle costruzioni, ciascuna delle parti terminali a monte (rostro a monte o antibecco o avambecco) o a valle (rostro a valle o retrobecco), diversamente sagomate (a forma, in genere, di prora il primo, semicircolare il secondo) che hanno lo scopo di migliorare il deflusso delle acque, impedendo l'impatto diretto dei detriti e il loro accumulo alla base della pila, limitando nel contempo gli effetti erosivi della corrente.

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