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panda

sm. inv. [etim. incerta]. Nome comune di due Carnivori appartenenti alle famiglie degli Ailuropodidi (panda gigante) e degli Ailuridi (panda minore). Il panda maggiore o panda gigante, detto anche orsetto dei bambù e orso di Padre David (Ailuropoda melanoleuca), raggiunge i 150 cm di lunghezza e i 160 kg di peso e ricorda nell'aspetto un orso; rispetto ai veri orsi ha però muso più breve e piante dei piedi pelose; ha 38-40 denti con molari molto sviluppati per adattamento al regime vegetariano; la coda non supera i 12 cm di lunghezza. La pelliccia, foltissima, è nera su orecchie, arti, petto, prima parte dell'addome e ultima del tronco, mentre il resto è bianco con due grandi macchie nere attorno agli occhi. Il panda gigante abita le regioni montuose della Cina meridionale e le dense foreste di bambù, da 1500 a 3300 m di altitudine; vive solitario e si ciba soprattutto di foglie di bambù e in piccola parte anche di animali di mole modesta. Le femmine hanno di solito 1-2 piccoli. Il panda gigante è molto raro e in pericolo di estinzione, e per questo è oggetto di protezione; è noto tra l'altro per essere il simbolo del WWF. Il panda minore o panda rosso o raccoon dell'Himalaya (Ailurus fulgens, famiglia degli Ailuridi) è lungo solo 60 cm e pesa sino a 4,5 kg; di aspetto simile a un gatto o a un procione, ha capo tondeggiante e muso ben proporzionato. Le unghie sono semiretrattili. La pelliccia è di color castano rugginoso, più scuro inferiormente, tranne gran parte del capo, molto chiaro; la coda, lunga e folta, è poco distintamente anellata. Di abitudini notturne e arboricole, si nutre prevalentemente di vegetali, ma anche di piccoli animali e di uova. Specie assai rara, vive in coppie o a piccoli gruppetti nelle foreste della Cina, nel Myanmar (Birmania) settentrionale, nel Sikkim e in Nepal.

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