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risoluzióne

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Lessico

sf. [dal latino tardo resolutĭo-ōnis, da resolūtus, risoluto].

1) Atto, effetto del risolvere: risoluzione di un dubbio; risoluzione di un enigma. In particolare, in medicina, fine di uno stato patologico con il ritorno dell'organismo alla normalità fisiologica. Il termine può riferirsi a una malattia generale, che investe tutto il corpo, oppure a una condizione morbosa di un singolo organo o di una regione.

2) Scioglimento, annullamento: risoluzione di un accordo.

3) Atto conclusivo di conferenze internazionali; consiste, in genere, in una dichiarazione programmatica senza ripercussioni di carattere formale. Nell'ambito dell'UE, la risoluzione costituisce un atto, adottato in genere dal Consiglio dei Ministri, avente lo scopo di manifestare la volontà politica del conseguimento di taluni risultati attraverso la messa in opera di strumenti comunitari.

4) Determinazione, decisione: prendere una risoluzionecoraggiosa; ha preso la risoluzione di partire.

5) In armonia, modalità secondo le quali un accordo succede a un altro seguendo le regole e le convenzioni proprie di un determinato stadio di evoluzione del linguaggio tonale. Vi sono le risoluzioni normali, che mantengono un pezzo nell'ambito della tonalità d'origine, e le risoluzioni eccezionali, la cui applicazione spesso avviene in funzione modulante.

6) Nel linguaggio scientifico e tecnico, sinonimo di potere risolutivo. In particolare, capacità di un sistema ottico o di un materiale fotografico di registrare i più fini dettagli di un soggetto. Nella fotografia digitale, il numero di pixel da cui è composta l'immagine: generalmente questo valore combacia con il numero di pixel del sensore di ripresa o dello scanner; tecniche informatiche consentono tuttavia di aumentare leggermente (interpolazione) o diminuire (ricampionatura) la risoluzione delle immagini. In un sistema televisivo, il grado di dettaglio con cui viene costruita l'immagine sullo schermo. Il dettaglio è dato dal numero delle linee orizzontali che formano la trama e dalla quantità di punti collocabili su ogni linea. Il sistema NTSC a 525 linee utilizza 340×422 elementi grafici; il sistema PAL a 625 linee, 570×720; il sistema SECAM a 819 linee, 527×786. Standard ancora migliori sono quelli della televisione ad alta definizione (HDTV).

7) Anticamente, risolutezza.

8) Ant. e lett., dissolvimento: “risoluzione di quella Repubblica” (Machiavelli).

9) In filosofia, movimento conclusivo di qualche processo. Può avere un senso logico come termine di un processo chiarificatorio, un senso morale come esecuzione della volontà, un senso metafisico come riconduzione della varietà alla semplicità.

Matematica

Risoluzione di un problema, o di un'equazione, o di un sistema di equazioni, l'insieme delle operazioni che porta al risultato, cioè alla risposta del problema o all'insieme delle radici delle equazioni date. In particolare, in trigonometria, è detta risoluzione dei triangoli la soluzione del problema consistente nel trovare le dimensioni mancanti (misure di lati o di angoli) di un triangolo, quando altre dimensioni, in numero sufficiente, siano note. Per esempio, per un triangolo qualsiasi trovare i tre angoli quando siano noti i tre lati.

Diritto

Risoluzione del contratto, strumento predisposto per mettere fine al rapporto obbligatorio in seguito a un difetto nella gestione del rapporto stesso. Nei contratti con prestazioni corrispettive, quando uno dei due contraenti non adempie le sue obbligazioni l'altro può, a sua scelta, chiedere l'adempimento o la risoluzione del contratto, salvo in ogni caso il risarcimento del danno. La risoluzione può essere domandata anche quando il giudizio è stato promosso per ottenere l'adempimento; ma non può più chiedersi l'adempimento quando è stata domandata la rescissione. La risoluzione può essere chiesta anche per eccessiva onerosità della prestazione e per impossibilità sopravvenuta di adempiere la propria prestazione.