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scìsma

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Lessico

sm. (pl. -i) [sec. XIV; dal greco schísma, da schízein, dividere]. Separazione del battezzato dall'unità della Chiesa risultante dall'unione dei suoi membri tra di loro e con il loro capo, il papa. Per estensione, qualsiasi frattura o scissione dell'unità di una Chiesa, di un partito, di un'organizzazione ecc.

Cenni storici

Il termine è già usato da San Paolo (I Corinti, I, 10; XII, 25) per indicare i dissensi che laceravano la Chiesa di Corinto e lo si ritrova pure negli scritti di vari Padri della Chiesa (Sant'Ireneo, Sant'Agostino, San Ottato di Milevi). Nel periodo più antico, gli scismi ebbero il carattere di semplici ribellioni al vescovo, di dissidi locali. Più grave per le conseguenze fu il grande scisma d'Oriente o “greco”, scoppiato durante il patriarcato di Michele Cerulario (1043-58), che portò nel luglio 1054 alla definitiva separazione del patriarcato di Costantinopoli dalla Chiesa di Roma, e da cui trasse origine come Chiesa separata la Chiesa ortodossa. Alcuni secoli più tardi divampò il grande scisma d'Occidente, che travagliò la Chiesa dal 1378 al 1449; ebbe origine da una doppia elezione di papi compiuta dal medesimo collegio di cardinali; continuò per una serie funesta di malintesi, per ostinazione o irresolutezza di eletti, mala volontà di elettori e intromissioni laiche; assunse natura di dissidio su questioni dottrinali nell'ultima fase, quando affrontò la questione dei rapporti tra pontefici e Concilio a Pisa e a Costanza. La definizione dello scisma ebbe luogo nel Concilio di Costanza(1414-18), con la rinuncia del papa legittimo Gregorio XII e la deposizione dell'antipapa avignonese Benedetto XIII, mentre l'antipapa pisano Giovanni XXIII prendeva la fuga. L'idea della superiorità del concilio sul papa, affermatasi come conseguenza dello scisma, ebbe pochi seguaci, ma consentì un effimero risorgere dello scisma con il Concilio di Basilea (1431-49), che presto ebbe termine con la rinuncia dell'antipapa Felice V (Amedeo VIII di Savoia).

Diritto canonico

Il Codice Canonico considera scisma puro quello del fedele che, dopo aver ricevuto il battesimo, rifiuta la sottomissione al pontefice o l'unione con gli altri membri della Chiesa; scisma misto, quello accompagnato dall'eresia (punito, pertanto, con le pene previste contro gli eretici).