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soldàto

sm. [sec. XIV; pp. di soldare].

1) Un tempo, chi si arruolava per mestiere ricevendone il relativo compenso: soldato di ventura, mercenario. Oggi, chi milita in un esercito, militare in genere; in particolare, chi è al gradino più basso della gerarchia militare, uomo di truppa: andare soldato, arruolarsi; tornare da soldato, dal servizio militare; un battaglione di soldati.

2) Fig., chi si schiera per una causa, per un ideale: Mazzini fu un soldato della libertà; in particolare: i soldati di Cristo, i fedeli, specialmente in quanto cresimati.

3) In zoologia, nelle colonie di insetti sociali (per esempio formiche e termiti), gli individui specializzati nel compito di difesa da eventuali predatori. Alcuni soldati (raggruppati, secondo le concezioni moderne, in una casta), situati nella parte più alta del nido o su piccoli fuscelli sopraelevati per avere una visione più ampia del territorio circostante, sono pronti ad avvertire le compagne dell'avvicinarsi del pericolo. Alcune specie, come la formica rossa, non possiedono organi pungenti ma sono dotate di un complesso di ghiandole in grado di secernere acido formico: questi soldati sono in grado di spruzzare tale acido anche a 20 o 30 cm di distanza sull'intruso o il predatore. L'acido formico viene pure utilizzato dai soldati per spegnere principi di incendio che possono verificarsi nel nido. Tra le varie specie di formiche e termiti i soldati assumono un aspetto diverso, ma quasi sempre hanno dimensioni maggiori degli altri componenti la comunità e sono dotati di mandibole variamente foggiate in relazione ai compiti che sono chiamati a svolgere. Incapaci di nutrirsi da soli, i soldati vengono alimentati dalle operaie.

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