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stìmmate o stìgmate

sf. pl. [sec. XIV; dal latino stigmăta, pl. di stigma -ătis, marchio, macchia].

1) Le piaghe subite dal corpo di Gesù – alle mani, ai piedi e al costato – nella crocifissione. Il fenomeno della riproduzione delle stimmate in personaggi eminenti della storia della Chiesa (valga per tutti l'esempio notissimo di Francesco d'Assisi) costituisce al tempo stesso un capitolo della mistica cattolica e l'oggetto di una ricerca esplicativa, tuttora inconclusa, della scienza medica, specialmente della psicologia, che lo attribuisce all'isterismo, all'autosuggestione, ecc.

2) Segno patognomonico e caratteristico di uno stato patologico fisico o mentale. Stimmate degenerative, le anomalie malformative dei portatori di lesioni degenerative; stimmate isteriche, le caratteristiche psicosomatiche degli isterici.

3) Fig., lett., segno, marchio della sofferenza, del vizio e simili: le stimmate del dolore.