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trombòsi

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Definizione

sf. [sec. XIX; dal greco thrómbōsis, da thrómbos, grumo (di sangue)]. Formazione di una massa solida in cavità cardiache o vasi a partire dai normali costituenti del sangue. I sintomi e le conseguenze della trombosi possono essere molto gravi, secondo la sede e l'evoluzione del trombo. Si distinguono tre tipi di trombi, a seconda dei costituenti: bianchi, formati da piastrine; rossi, composti, oltre che da piastrine e fibrina, da elementi morfologici del sangue; variegati o misti. Un trombo può essere ostruttivo, se occupa tutto il lume del vaso; parietale, se ne ostruisce solo una parte; a cavaliere, se è posto alla biforcazione di due vasi. A seconda della sede, si distinguono trombosi intracardiache, arteriose e venose.

Patologia

Le conseguenze delle trombosi arteriose dipendono dalla mancanza di afflusso del sangue alla regione irrorata: variano quindi in base alla natura dell'organo colpito, l'importanza del vaso, il tempo necessario alla formazione del trombo, condizionante la possibilità di un circolo collaterale sufficiente; alla trombosi delle arterie terminali di solito fa seguito l'infarto. § La trombosi delle arterie cerebrali consegue spesso all'arteriosclerosi e provoca il rammollimento cerebrale nel territorio di distribuzione del vaso trombizzato; i sintomi generali (ictus) sono simili a quelli dell'emorragia; i sintomi di focolaio dipendono dal ramo o dai rami arteriosi occlusi. § Trombosi venosa: vedi vedi tromboflebite. I trombi possono formarsi anche all'interno delle cavità cardiache, in conseguenza di un infarto o di una stasi sanguigna in pazienti affetti da fibrillazione atriale .

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