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emorragìa

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Descrizione generale

Sf. [sec. XVI; dal greco haimorrhagía]. Fuoruscita di sangue dai vasi. L' è detta esterna quando il sangue si riversa all'esterno del corpo attraverso la cute e le mucose; interna (o cavitaria) quando il sangue si raccoglie in cavità preformate dell'organismo; interstiziale quando, per rottura dei capillari, il sangue si infiltra nel parenchima dei tessuti. Insidiosa è l' occulta, caratterizzata da perdita di modeste quantità di sangue dalla mucosa gastrointestinale, che non modifica l'aspetto delle feci, ma che può essere evidenziata all'esame chimico delle stesse (ricerca del sangue occulto). Le emorragie possono avere origine traumatica, tossica, infettiva, neoplastica, oppure essere conseguenza di malattie del sangue o degli organi emopoietici. Vengono correntemente indicate con nomi diversi, in rapporto alla localizzazione e alle modalità con cui si manifestano: ecchimosi, petecchie, porpora, epistassi, emottisi, ematuria, emartro, metrorragia, melena, ematemesi, ecc.

Emorragie acute

Le emorragie acute (emorragie cerebrali, surrenaliche, intestinali, ecc.) possono danneggiare gravemente, e a volte in modo irreparabile, la funzione o l'integrità degli organi interessati. Tuttavia, quando si verifichi una forte perdita di sangue, i sintomi più importanti derivano dalla rapida riduzione di volume dei liquidi circolanti. Tale condizione può portare dall'anemia acuta di vario grado allo shock (ipovolemico o emorragico), cioè all'insufficienza circolatoria caratterizzata da pallore intenso, sudorazione fredda, tachicardia, polso filiforme, respiro irregolare, angoscia o perdita della coscienza. Si ammette in genere che un'emorragia acuta possa avere gravi conseguenze quando provoca la perdita di oltre la metà della massa sanguigna circolante. La sua reintegrazione con ripetute trasfusioni, unite a opportuni accorgimenti per renderle più tollerabili, permette oggi una terapia nella quasi totalità dei soggetti colpiti.

Emorragie croniche

Leemorragie croniche comportano piccole ma continue perdite di sangue le quali provocano inevitabilmente un'anemia ipocromica. Esse si manifestano pertanto con i tipici sintomi dello stato anemico: pallore, astenia, stanchezza, palpitazioni, tachicardia, disturbi gastrointestinali. Tra le malattie che possono produrre emorragie croniche vi sono l'ulcera gastroduodenale, le coliti, alcune elmintiasi quali l'infestazione da Anchilostoma, la glomerulonefrite, ma soprattutto i tumori dell'apparato digerente ecc. La ricerca del sangue occulto nelle feci è diventata una procedure di screening per la diagnosi precoce dei tumori del colon negli ultracinquantenni.