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Esame di maturità: come organizzare lo studio e il ripasso

Metodo e organizzazione. Sono questi i due principi cardine su cui si basa l'attività dello studio, principi che è necessario ottimizzare in vista dell'esame di maturità.

In effetti, nonostante la scuola sia una continua palestra di metodo e un costante allenamento per la memoria, l'avvicinarsi dell'esame di stato porta con sé una mole di lavoro non indifferente che, se non correttamente gestita, può dar luogo ad ansia e preoccupazione che, a loro volta, si ripercuotono sul rendimento finale.

Lo studio e il ripasso devono essere quindi preceduti da un'importante attività preliminare, che ritroviamo nella compilazione del programma di studio, suddiviso sia settimanalmente che giornalmente.

La tabella di marcia settimanale deve essere pensata e ragionata sulle proprie priorità: bisognerà quindi dare la precedenza a quelle materie in cui ci si sente più deboli, e che quindi necessitano di un ripasso più approfondito. Non bisogna però dimenticare di dedicare del tempo anche alle restanti materie oggetto d’esame e contenute nel programma annuale.

La tabella di marcia, però, deve anche essere giornaliera: suddividendo le ore del giorno in momenti dedicati allo studio e momenti di riposo, lo studente sarà in grado di ottimizzare il tempo a disposizione senza lasciare nessun argomento indietro. 

E' infatti controproducente tentare di studiare tutto il giorno: la stanchezza mentale rende difficile la concentrazione e poco efficace l’assimilazione dei concetti. Proprio per questo motivo, ogni programma di studio deve prevedere, al suo interno, anche dei momenti di pausa e di svago.

Lo studio è efficace, infatti, quando la mente è fresca e riposata. Ogni due ore di studio, quindi, è bene concedersi un momento solo per sé: sgranchirsi le gambe, rinfrescarsi, fare uno spuntino leggero o dedicarsi alle attività personali è un modo per rigenerare la mente, facendola tornare lucida per affrontare nuovamente il ripasso.

Un buon programma di ripasso, poi, non deve assolutamente prescindere dalla rielaborazione personale. Il tempo non deve essere dedicato solamente alla lettura e allo studio, ma anche a ripetere i concetti a voce alta. L’attività del ripetere, infatti, non solo sarà utile nel colloquio orale quindi nella forma che assumerà la nostra esposizione, ma anche nell’elaborazione di mappe mentali, associazioni e idee, capaci di creare, all’interno della nostra mente, un vero e proprio percorso multidisciplinare grazie al quale ogni studente sarà in grado di creare collegamenti consoni e appropriati.

01/06/2012

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