Boston (Massachusetts)

Indice

Generalità

Città (555.447 ab. nel 1998; 5.819.100 ab. l'area metropolitana, comprendente anche Salem, nel 2000) degli Stati Uniti nordorientali, capitale dello Stato del Massachusetts, 280 km a NE di New York. Si sviluppa su una serie di piccole penisole, collegate da ponti e tunnel sottomarini, che si protendono nella ben protetta baia omonima, ramificazione della baia del Massachusetts (Oceano Atlantico), cui convergono gli estuari dei fiumi Charles e Mystic. Ha clima temperato, con una piovosità media di 1100 mm, ben ripartiti fra i vari mesi dell'anno; abbondante la nevosità. Un posto di notevole importanza nell'ambito dell'economia della città è occupato dalle attività commerciali: il porto, ben protetto all'interno della baia e collegato alla fitta rete di comunicazioni urbane, è uno dei più importanti tra quelli pescherecci degli Stati Uniti e, in generale, è tra i maggiori del Paese; principali merci esportate sono i prodotti alimentari, macchinari, manufatti; le importazioni riguardano in prevalenza carbone, minerali di ferro, zucchero, petrolio e suoi derivati, legname. Intenso sviluppo hanno avuto le attività manifatturiere, specie per quanto riguarda le industrie tessili (lanifici, cotonifici), dell'abbigliamento, calzaturiero, della gomma, cartario ed editoriale. Accanto ai commerci, fondamentali nell'economia cittadina sono le altre attività terziarie, in particolare i rami del credito e assicurativo. La città è servita dall'aeroporto internazionale di Logan. Boston è inoltre un importante centro culturale, sede di alcune università (tra cui la famosa Harvard University, fondata nel 1636, la Boston University, il Massachusetts Institute of Technology), di numerosi collegi universitari, di musei e di biblioteche. A S di Boston la penisola di Capo Cod, la cui costa orientale è un'oasi naturalistica protetta, rappresenta una delle più esclusive mete turistiche.

Storia

La città, fondata nel 1630 da un gruppo di coloni puritani partiti dall'Inghilterra nel 1629 sotto la guida di John Winthrop, emerse fin dai primi anni della sua esistenza, dominata da un'aristocrazia clericale e commerciale, come centro di ricchezza e di cultura. Dal 1684 sostenne una lotta tenace col governo inglese che minacciava di abrogare la Carta della Baia di Massachusetts, concessa a suo tempo a Winthrop e sulla quale si basavano le libere istituzioni cittadine. Il contrasto, conclusosi nel 1689 con un compromesso, riprese più tardi quando i bostoniani cominciarono a contestare direttamente la sovranità britannica, mettendo in luce personaggi di importanza nazionale (Adams, Hancook, Warren, Revere). Qui nacque la resistenza alle tasse imposte dal Parlamento inglese e nel 1770 la città fu teatro di manifestazioni antibritanniche che sfociarono nel cosiddetto massacro di Boston, quando, il 5 marzo, i cittadini si scontrarono con le truppe dell'esercito britannico. Nel 1772 furono creati i “comitati di corrispondenza” per assicurare il collegamento tra le province rivoluzionarie; nel 1773 il Boston tea party diede il segnale dell'insurrezione contro la Gran Bretagna e questo è considerato il momento iniziale della guerra d'indipendenza. Boston, dove nel 1774 sorse la prima convenzione provinciale (assemblea rivoluzionaria), fu occupata nel 1775 e liberata dalle truppe di Washington nel 1776. Nel periodo successivo all'indipendenza la città subì una profonda evoluzione: alla prosperità economica crescente fece riscontro uno sviluppo delle tendenze conservatrici in politica che culminò sotto la presidenza di Jefferson, durante la quale Boston, federalista e conservatrice, si collocò all'opposizione. In campo religioso il puritanesimo cedette il passo al razionalismo e all'unitarianismo, propugnati da uomini come Freeman, Channing, Emerson ed Elliott. Assunto lo status di città nel 1822, svolse poi un ruolo di punta al tempo della guerra di Secessione, respingendo ogni compromesso con lo schiavismo sudista. Nella prima metà del sec. XIX, il fenomeno dell'immigrazione modificò profondamente l'equilibrio sociologico di Boston, dove l'immissione di elementi in gran parte cattolici (i nuovi venuti erano per lo più irlandesi, russi, italiani, balcanici, scandinavi) determinò una sensibile diminuzione dell'influenza del puritanesimo. Nel sec. XX Boston ha perduto progressivamente la sua preminenza nazionale e, pur rimanendo centro florido, dotato di importanti istituzioni culturali, si è ridotta a una delle tante grandi città degli Stati Uniti.

Arte e Urbanistica

Boston crebbe nel sec. XVII modellandosi sulla Londra medievale. Lo stile barocco si diffuse dal primo Settecento (Old North Church, 1723; King's Chapel di P. Harrison, 1750-58). Il maggiore architetto neoclassico è Ch. Bulfinch (Massachusetts State House, 1795; Tontine Crescent). Fra la seconda metà del sec. XIX e gli inizi del XX si hanno numerosi esempi di revivals, dal neoromanico della Trinity Church di H. H. Richardson (1877) al neocinquecentismo della Boston Public Library di McKim, Mead e White (1888-95; l'interno è decorato da Puvis de Chavannes, Sargent, Abbey ed Elliott). Tipici della prima metà del sec. XIX sono i quartieri popolari o slums (nel South End, a nord del fiume Charles, ecc.). Solo dopo la metà del secolo venne introdotto il tipo edilizio pianificato, tipico del New England, detto three decher (case a ballatoi con servizi comuni e una stanza per ogni famiglia). A partire dal 1893 vennero realizzati gli spazi verdi, mentre il centro fu unito ai sobborghi in un unico complesso metropolitano. Per quanto dopo il 1920 (quando la città raggiunse la sua massima espansione) si sia verificata una contrazione demografica e nelle attività economiche, Boston rimane tuttavia, grazie alle attrezzature didattiche, alle istituzioni culturali e alle collezioni d'arte, uno dei maggiori centri culturali degli Stati Uniti. § Nei sec. XVIII-XIX l'ambiente originale subì profonde trasformazioni con il prosciugamento di zone paludose, la regolazione del corso del fiume Charles e l'abbassamento delle colline per dare spazio alla crescita delle aree residenziali, all'installazione delle linee ferroviarie e all'ampliamento delle aree portuali. Dal punto di vista morfologico la città cominciò a trasformarsi fin dalla metà del sec. XIX. L'adozione di una politica dei trasporti pubblici molto avanzata (la metropolitana, la prima d'America, del 1897) favorì gradualmente la formazione di nuovi insediamenti in aree suburbane fino a una distanza di 15 km dal centro cittadino. È quindi da più di un secolo che è in atto l'allontanamento delle classi di reddito medio ed elevato dalle aree centrali. La realizzazione nel secondo dopoguerra di un grande anello autostradale (Route 128) esternamente ai limiti amministrativi della città, pur dando nuovo vigore alla localizzazione di impianti industriali nel territorio, non ha contribuito alla soluzione dei problemi del centro urbano. Questo, che è il luogo di concentrazione delle classi più povere, è stato in parte investito dai programmi di urban renewal. A tali programmi si deve anche la ristrutturazione del centro rappresentativo della città con edifici di Rudolph, Kahlman, TAC Tuttavia la politica di incremento del trasporto privato a scapito di quello pubblico adottata negli ultimi decenni del sec. XX sembra aver trasformato definitivamente la struttura compatta di Boston in quella diffusa di una vasta area metropolitana, i cui studi di pianificazione sono stati condotti dalla Boston Redevelopment Autority, dalla Massachusetts Transportation Commission e dal Metropolitan Area Planning Council.

Musei

Il Museum of Fine Arts, uno dei più importanti degli Stati Uniti, ospita diversi dipartimenti. Molto importanti sono le sezioni dedicate all'arte cinese, giapponese, coreana e a quelle indiana e islamica. Notevoli sono i dipartimenti di arte classica (che coprono tutti i settori dell'arte greca, romana, etrusca), dell'arte egiziana e di arti decorative (argenti, avori, porcellane, mobili) e scultura. Ma il dipartimento di pittura è indubbiamente uno dei più significativi del museo: si impone la sezione dell'arte francese tra la fine del sec. XIX e il sec. XX (Delacroix, Courbet, Corot e gli impressionistiMonet, Renoir, Sisley, ecc.). Ugualmente importante è la sezione dell'arte americana del sec. XIX (pittura romantica e realista, Homer, Whistler, Mary Cassatt). Per gli europei ben rappresentati sono gli artisti spagnoli (ritratti di El Greco e di Velázquez), veneti (capolavori di Tiziano, Tintoretto, Veronese e dei grandi maestri del Settecento, quali Canaletto, Guardi, Tiepolo), olandesi e fiamminghi (è qui conservato il capolavoro di R. van der WeydenSan Luca dipinge la Vergine). Sono presenti inoltre esempi di qualità del barocco e rococò in Francia (Poussin, Lorrain, Boucher) e i grandi ritrattisti inglesi del sec. XVIII (Gainsborough, Romney, Reynolds). Vanno menzionati infine il settore dell'arte europea del sec. XX (Picasso, Braque, gli espressionisti tedeschi) e il dipartimento delle stampe e dei disegni. L'Isabella Stewart Gardner Museum, ospitato in un edificio in stile gotico veneziano e aperto al pubblico dal 1925, conserva le opere raccolte da Isabella Gardner con la consulenza del critico B. Berenson. Vi dominano naturalmente i pittori italiani dal sec. XIV al sec. XVI (Beato Angelico, Gentile e Giovanni Bellini, Botticelli, Pollaiolo, Raffaello, Tintoretto e Tiziano), ma non mancano opere di rilievo di altri pittori europei (quali per esempio Dürer, Rubens, Rembrandt, Vermeer, Velázquez). Da ricordare infine la moderna costruzione della John Fitzgerald Kennedy Library, con il suo museo, dedicata al presidente assassinato nel 1963, originario del Massachusetts.

Spettacolo

Lunga e difficile fu l'affermazione delle arti della scena in questa roccaforte del puritanesimo. Gli spettacoli furono vietati dal 1750 al 1793, perché giudicati fonte d'immoralità e solo l'abrogazione della cosiddetta blue law modificò la situazione: nel giro di pochi decenni sorsero parecchi teatri pubblici, i primi e i più importanti dei quali furono il Federal Street Theatre, inaugurato nel 1794 e demolito nel 1852, e l'Haymarket, attivo dal 1796 al 1803: quest'ultimo era interamente dedicato all'opera e al balletto, mentre il primo era aperto anche a compagnie di prosa. I grandi teatri dell'Ottocento furono comunque il Boston Theatre (1854-1926) per l'opera, il Tremont (1827-43) per la prosa e soprattutto il Boston Museum (ancora un'eco puritana nel nome, 1847-93), che aveva una compagnia propria nella quale si inserivano, come ospiti, attori di rinomanza nazionale (vi debuttò Booth e vi fece carriera W. Warren jr.). Nell'Ottocento Boston fu il più importante centro americano nell'ambito della musica sinfonica, ispirata ai grandi modelli del romanticismo tedesco; la Boston Symphony Orchestra (1881), alla cui direzione si sono succeduti eminenti musicisti americani ed europei, fu la prima orchestra stabile americana. Col nuovo secolo, concentratasi l'attività teatrale a Broadway, le sale di Boston divennero palestre per saggiare le nuove commedie o arene per sfruttare capillarmente gli spettacoli di successo. Importante fu invece ed è tuttora l'attività della Boston Opera (inaugurata nel 1909) e soprattutto della Symphony Hall. Si ricordano infine alcuni tentativi di teatro di repertorio con forze locali, come il Toy Theatre aperto nel 1911, la conservatrice Charles Playhouse (dal 1957) e la sperimentale Theatre Company of Boston (dal 1963).

Bibliografia

Per la storia

A. P. Langtry, Metropolitan Boston, New York, 1939; W. H. Wilson, History of the City of Boston, New York, 1974.

Per l'urbanistica

W. Muir Whitehill, Boston, A Topographycal History, Cambridge (Massachusetts), 1963; Boston Redevelopment Autority, 1965-1975 General Plan for the City of Boston, Boston, 1965.

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