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Šukrī, Muḥammad

scrittore marocchino (Beni Chiker, Rif, 1935). Šukrī è uno dei protagonisti della narrativa marocchina in lingua araba. Nato nel Rif, trascorre l'infanzia e la giovinezza in un clima di disperazione, violenza ed emarginazione. Analfabeta, imparerà a leggere e a scrivere a vent'anni, in prigione, dove scoprirà anche il valore della letteratura. I suoi sforzi saranno tali che arriverà a insegnare al College Ibn Baṭṭuṭa di Tangeri. Sarà Tangeri a fornire a Šukrī i primi spunti per la sua produzione letteraria, che vede la luce grazie a Paul Bowles, che pubblica in inglese l'autobiografia dello scrittore marocchino dal titolo Il pane nudo (1966). Da allora Šukrī comincia a pubblicare in arabo numerosi volumi sempre a sfondo autobiografico. Tra le sue opere più famose, molte delle quali sono tradotte anche in italiano, si ricordano Maǧnūn al-ward (1978; Il folle delle rose), al-Sūq al-dāhilī (1986; Il mercato interno), Zaman al-ah (1993; Il tempo degli errori), fino a Ġawāyat al-šuḥūr al-abyad (1999; La trasgressione del merlo bianco). Šukrī ha conosciuto molti degli scrittori occidentali che frequentavano abitualmente la città di Tangeri, da Jean Genet a Tennessee Williams, Allen Ginsberg, William Burroughs, Truman Capote, con alcuni dei quali ha condiviso la miseria dell'infanzia, il carcere, l'abuso di droghe e alcol. Gli incontri con questi protagonisti della letteratura vengono descritti nei volumi di memorie Jean Genet fī Ṭanǧah wa Tennesse Williams fī Ṭanǧah (Jean Genet e Tennessee Williams a Tangeri) e Paul Bowles wa ‘uzlat Ṭanǧah (1997; Paul Bowles e il ritiro di Tangeri).