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Antozòi

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Zoologia

sm. pl. [da anto-+greco zõon, animale]. Classe (Anthozoa) di Celenterati caratterizzata da assenza totale dello stadio medusoide e rappresentata da animali costituiti da polipi singoli o coloniali che raggiungono anche notevoli dimensioni. Il corpo di questi polipi è a forma di sacco con un'unica apertura, la bocca, che si apre al centro di una corona di tentacoli di numero e lunghezza molto variabili. La bocca è in comunicazione con un imbuto esofageo che a sua volta comunica con la cavità digerente vera e propria, la quale è suddivisa da vari setti comunicanti fra loro o indipendenti. Questi setti, inoltre, presentano, sul margine rivolto verso il centro della cavità gastrale, un ispessimento lineare, chiamato filamento mesenterico, che può continuare in un filamento libero, l'aconzia. Questa struttura è ricca di cnidoblasti o cellule urticanti e di cellule secernenti enzimi digestivi. Gli Antozoi possono mancare di sostegni duri o possedere uno scheletro di sostanza cornea o calcarea. Tale scheletro, unendosi a scheletri di altri Antozoi, può portare a formazioni rocciose (calcari organogeni) di dimensioni imponenti (barriere madreporiche, atolli). Gli Antozoi sono a sessi separati e si riproducono per mezzo di uova fecondate, dalle quali nasce una larva ciliata, la planula. Questa, dopo un certo periodo di vita libera, si fissa sul fondo trasformandosi in polipo. Quindi, per gemmazione, darà origine a una nuova colonia la quale avrà uno scheletro comune. Molto spesso i vari polipi di una colonia sono collegati fra loro da una rete di canali. Gli Antozoi sono diffusi in tutti i mari con qualche rappresentante nelle acque salmastre, prediligendo le acque limpide e calde. Comunemente vengono suddivisi in due sottoclassi a seconda del tipo di simmetria che caratterizza i vari animali: Alcionari o Ottocoralli con simmetria ottomera, Zoantari o Esacoralli con simmetria esamera e Ceriantipatarii a simmetria primariamente esamera ma secondariamente modificata per la presenza di ulteriori mesenteri.

Paleontologia

I primi Antozoi sono comparsi nell'Ordoviciano, come testimoniato dai resti fossili di rappresentanti della sottoclasse Zoantharia: la presenza dell'impalcatura calcarea in questi esseri ha permesso loro di conservarsi, fossilizzandosi, assai bene e ha fatto sì che siano i Celenterati più comuni allo stato fossile. Mentre infatti tra le forme prive di impalcatura sono noti solo alcuni scarsi rappresentanti dell'ordine degli Attiniari, rinvenuti nei terreni dell'Ordoviciano medio, le forme a scheletro calcareo hanno assunto fin dal loro primo apparire un'importanza determinante in quanto sono alla base della genesi dei calcari organogeni, che, con il tempo, hanno raggiunto spessori e dimensioni a volte eccezionali. Fra i principali Antozoi costruttori vi sono, nel Paleozoico, i rappresentanti degli ordini Rugosa (Tetracorallia), Heterocorallia, scomparsi alla fine di quest'era, Tabulata, probabilmente non estintisi come i precedenti ma sopravvissuti fino all'Eocene, e, dal Mesozoico in poi, Scleractinia. Le altre due sottoclassi sono Cerantipatharia e Alcionaria (o Octocorallia), noti rispettivamente dal Miocene e dal Permiano. Oltre che come organismi costruttori gli Antozoi hanno importanza come indicatori climatici ed ecologici, in quanto si ritiene che anche in passato furono soggetti a quelle limitazioni di temperatura, di salinità e di profondità dell'acqua che oggi restringono il loro habitat in zone limitate. Le costruzioni calcaree fossili indicano così, quando rinvenute, le condizioni ambientali del mare (e quindi del clima) in cui furono formate.