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Azióne Cattòlica

organizzazione del laicato che realizza, secondo la definizione di Pio XI, “la collaborazione dei laici all'apostolato gerarchico della Chiesa” e che si sviluppò nei maggiori Paesi europei verso la metà del sec. XIX per porre un riparo alla progressiva scristianizzazione della società. Infatti tra il 1848 e il 1860 si costituirono in Francia la Ligue catholique pour la défense de l'Église, in Germania il Katholischer Verein, in Svizzera il Piusverein, in Gran Bretagna la Catholic Union, in Spagna l'Asociación de católicos. In Italia la prima organizzazione (Associazione cattolica per la difesa della libertà della Chiesa in Italia) fu fondata nel 1865 e riconosciuta da un breve di Pio IX (4 aprile 1866). Sciolta dal governo, risorse due anni dopo come Società della gioventù cattolica italiana. Nel 1874 questa promosse, a Venezia, il I convegno dei cattolici italiani che preluse all'Opera dei Congressi e dei comitati cattolici, sorta alla fine del 1875 come centro di raccolta dei cattolici e delle loro associazioni per la difesa degli interessi religiosi. Intransigentemente contraria alla partecipazione dei cattolici alle elezioni politiche, l'Opera fu sciolta il 29 luglio 1904 da Pio X. A partire dal 1906 le associazioni cattoliche vennero riorganizzate in varie Unioni (Popolare, Economico-Sociale, Elettorale) e nella Società della gioventù cattolica; successivamente furono create la Federazione Universitaria (FUCI) e l'Unione fra le donne cattoliche. Nel 1922, Pio XI attuò una riforma generale dell'Azione Cattolica che, riconosciuta dallo Stato con i Patti Lateranensi (art. 43 del Concordato), continuò a esistere anche quando, in seguito al conflitto del 1931 fra essa e il fascismo, vennero sciolte 15.000 organizzazioni giovanili. Nel secondo dopoguerra l'Azione Cattolica fu riorganizzata sulla base degli statuti del 1946 che, pur riaffermando l'unità fondamentale, ne riconoscevano l'articolazione in vari rami affidandone il coordinamento, dal 1959, alla Conferenza Episcopale Italiana (CEI). La successiva riforma, attuata con lo statuto del 1º novembre 1969, ha segnato il superamento della struttura precedente che prevedeva una suddivisione in cinque rami e ha delineato un'organizzazione più elastica, formata soltanto dalle due grandi branche degli adulti e dei giovani. I nuovi statuti sono stati elaborati in base alle indicazioni scaturite dal Concilio Vaticano II, che implicavano soprattutto una forte rivalutazione dell'apostolato laico. Negli anni Ottanta e Novanta del sec. XX l'Azione Cattolica italiana è riuscita a superare un periodo di crisi e di diminuzione degli aderenti (che nel 1996 erano 490.000), rinnovando, per il settore adulti, un impegno politico e culturale più pronunciato (nel 1988 è sorto l'Istituto Vittorio Bachelet per lo studio dei problemi sociali e politici, mentre nel 1996 ha preso il via un Osservatorio per le riforme costituzionali). Nelle singole nazioni le strutture e le forme di attività dell'Azione Cattolica sono variamente configurate; l'organizzazione accentrata è tipica, anche se con sfaccettature diverse, delle nazioni latine, mentre la struttura decentrata è caratteristica dei Paesi anglosassoni. Particolare sviluppo l'Azione Cattolica ha avuto in Francia e in Belgio, dove prevalgono le associazioni specializzate secondo i diversi ambienti sociali (un'importanza particolare ha raggiunto la Jeunesse Ouvrière Catholique), e in Germania dove, dopo essere stata perseguitata durante il periodo nazista, si è sviluppata, analogamente all'organizzazione austriaca, sotto il diretto impulso dei vescovi. Nell'America Latina l'Azione Cattolica ha avuto uno sviluppo particolare in Perú, Bolivia, Brasile, Argentina e Messico. In seguito a precise e ripetute direttive pontificie l'Azione Cattolica ha avuto negli ultimi decenni un notevole impulso in sede internazionale: sono così stati costituiti la FIJC (Federazione Internazionale della Gioventù Cattolica, 1948), la FIHC (degli Uomini Cattolici, 1948), il BICE (Ufficio Internazionale Cattolico per l'Infanzia). Un ruolo particolare svolge il “Comitato permanente per i congressi mondiali dell'apostolato dei laici”, creato nel 1951. Caratteristica comune dell'Azione Cattolica resta comunque, al di là delle varie configurazioni organizzative che presenta nei vari Paesi e delle sempre più numerose e vaste iniziative assunte a livello internazionale, quella di un mandato ufficiale nelle opere di apostolato conferito ai laici dalla stessa gerarchia ecclesiastica.

F. Magri, L'azione Cattolica in Italia, 2 voll., Milano, 1953; L. Civardi, Compendio di storia dell'Azione Cattolica Italiana, Roma, 1956; F. L. Ferrari, L'Azione Cattolica e il "regime", Firenze, 1958; G. Dalla Torre, I cattolici e la vita pubblica italiana, 2 voll., Roma, 1962; G. Spadolini, L'opposizione cattolica. Da Porta Pia al '98, Firenze, 1972; G. De Antonellis, Storia dell'Azione Cattolica, Milano, 1987; G. Formigoni, L'Azione Cattolica Italiana, Milano, 1988; D. Busolini, Il laico cristiano nel magistero di Paolo VI all’Azione cattolica, Roma, 1998.