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Borghése, Gallerìa-

museo fondato nel primo trentennio del Seicento, a Roma, dal cardinale Scipione Borghese con l'aiuto dello zio Paolo V. Nel 1605 Flaminio Ponzio iniziò la sistemazione del parco e la costruzione della villa sul Pincio destinata ad accogliere la collezione. Arricchita dall'eredità Aldobrandini e dagli acquisti del principe Marcantonio alla fine del sec. XVIII, la palazzina venne rimaneggiata secondo il gusto neoclassico e decorata da un'équipe di pittori e scultori guidati da Antonio Asprucci. Camillo Borghese vendette alla Francia la collezione delle sculture antiche (oltre duecento pezzi), ora al Louvre, e fece eseguire da Canova la statua della moglie Paolina come Venere vincitrice, acquistando a Parigi la Danae di Correggio. Nel 1902 la villa e la collezione furono acquistate dallo Stato italiano. Oltre alla scuola umbra (di Raffaello si conservano la Deposizione, un Ritratto d'uomo, la Dama con l'unicorno), ben rappresentata è la pittura del manierismo toscano e romano. Assai notevole è il complesso delle opere dei pittori emiliani del Cinquecento (Ortolano, Dosso Dossi, Scarsellino) e del Seicento (Carracci, Albani, Domenichino). Sono presenti con le opere maggiori Palma il Vecchio (Sacra conversazione), Savoldo (Tobiolo e l'angelo), Lotto (Sacra conversazione), Giorgione (Cantore appassionato), Tiziano (L'Amor sacro e l'Amor profano, Venere che benda Amore), Veronese (La predica del Battista, S. Antonio che predica ai pesci), J. Bassano (Ultima cena, due Adorazioni dei Magi, Adorazione dei pastori). Molto importante è il nucleo dei dipinti di Caravaggio: il Bacchino malato, Giovane con canestra di frutta, San Giovanni Battista, la Madonna dei Palafrenieri, il Davide con la testa di Golia, il San Gerolamo scrivente. Di Bernini si conservano ritratti in marmo e a olio e tutte le sculture giovanili (Giove fanciullo allattato dalla capra Amaltea, Enea, Anchise e Ascanio, Plutone e Proserpina, Davide, Apollo e Dafne), oltre alla Verità svelata dal tempo e al bozzetto della statua equestre di Luigi XIV. Rara è la presenza di opere dei maestri stranieri, tra cui spiccano la Venere di Lucas Cranach, Susanna e i vecchioni e il Compianto sul Cristo morto diRubens. A causa delle precarie condizioni statiche dell'edificio, che ne mettevano in pericolo la stabilità, il museo è stato oggetto di un lungo intervento di restauro. Il restauro architettonico è stato affiancato da quello pittorico riguardante sia gli ambienti interni costituiti da stucchi e affreschi di epoca neoclassica, sia alcune opere della collezione. Tra gli interventi più significativi vanno ricordati quelli compiuti sulla Paolina Borghese come Venere Vincitrice di A. Canova e sulla Madonna dei Palafrenieri di Caravaggio. Il ripristino degli ambienti e la ricollocazione delle opere nella disposizione originaria favorisce una lettura unitaria della collezione, che è stata riaperta al pubblico nel 1997.