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Louvre

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Dalle origini al progetto di Napoleone I

Palazzo residenziale dei re di Francia a Parigi (fino al sec. XVII), sede di un museo che è tra i più importanti e famosi del mondo. La costruzione del Louvre, iniziata al tempo di Filippo Augusto (1190) come castello-fortezza a protezione della riva destra della Senna, assunse carattere di residenza reale sotto il re Carlo V, che vi introdusse anche notevoli opere d'arte. Quando Francesco I decise di stabilirvisi, affidò a P. Lescot i lavori di ampliamento (1546), continuati poi sotto Enrico II e Caterina de' Medici, la quale ne fece iniziare il congiungimento col palazzo delle Tuileries andato poi distrutto nel 1871. Con Luigi XIII sotto il cui regno Lemercier e Le Vau costruirono gli edifici intorno alla Cour Carrée, l'estensione dell'antico palazzo fu quadruplicata. Luigi XIV affidò a C. Perrault la realizzazione della facciata est, con il colonnato, ma, dal momento in cui trasferì la corte a Versailles, l'edificio fu destinato alle Accademie e i lavori subirono una battuta d'arresto. Già inaugurato come museo nel 1793, l'intero complesso fu restaurato e riorganizzato nel 1802 da Napoleone, che ne fece la sede di uno dei più grandi e ricchi musei del mondo.

Le modifiche nell'età contemporanea

Nel 1981 il presidente francese F. Mitterrand, dette il via al progetto Grand Louvre con significativi interventi in campo museologico, architettonico e urbano. Vent'anni di lavori ininterrotti hanno portato alla duplicazione della superficie espositiva del museo (che supera ora i 60.000 m²) ampliando considerevolmente anche gli spazi destinati a uffici e pubblico. Una grande piramide di vetro a firma dell'architetto Ieoh Ming Pei, costruita al centro della Corte Napoleone, segna dal 1989 l'entrata del nuovo museo, frutto di una ristrutturazione che non ha precedenti in campo museale per tipologia di interventi: restauro dei fabbricati, creazione nel sottosuolo di ampi parcheggi per auto e autobus, apertura del centro commerciale Le Carrousel du Louvre, del Laboratorio di Ricerca dei Musei di Francia, dell'anfiteatro dell'École du Louvre, di sale per sfilate di moda. In superficie il ricomposto giardino del Carrousel e la terrazza assicurano, attraverso l'antica avenue du Général-Lemonnier, la continuità con il giardino delle Tuileries anch'esso oggetto di un restauro completo. Nel 1993 è stata inaugurata la nuova ala Richelieu, fino all'inizio dei lavori sede del Ministero delle Finanze, trasferito poi in nuovi uffici nella parte orientale di Parigi. Riguadagnati a fini espositivi i 22.000 m² di superficie ospitano da allora al piano terra le sculture di scuola francese e le prime sale dell'Oriente antico e dell'Islam, al primo piano il dipartimento degli oggetti d'arte e al secondo la pittura fiamminga e olandese allestita con particolare attenzione per l'illuminazione. Su questo stesso livello comincia il percorso della pittura francese. Il 1997 ha segnato un'altra importante tappa nello stato di avanzamento dei lavori consentendo l'apertura di numerosi e importanti nuovi spazi nell'ala Sully e nell'ala Denon tra i quali spiccano le rinnovate sezioni delle antichità egiziane, in gran parte restaurate, e quella dei dipinti e disegni italiani. Nel 1999 sono stati inaugurati gli ambienti destinati alla pittura italiana e alla pittura spagnola evento questo coronato dall'apertura di una nuova entrata nell'ala de Flore: la Porta dei Leoni, accessibile dal Quai des Tuileries o dal Giardino di Carrousel. I lavori hanno naturalmente portato ad un nuovo allestimento delle collezioni del museo. Nel 2009 si apre il nuovo spazio museografico e tecnico progettato da Rudy Ricciotti e Mario Bellini che accoglie nell'ala Visconti il dipartimento delle arti dell'Islam.

La struttura del museo

Articolate in sette dipartimenti le collezioni sono ospitate nelle tre ali Sully, Denon e Richelieu, tutte organizzate su tre piani, rispettivamente ad ovest, sud e nord della piramide. Di fondamentale importanza, nell'ala Sully, il dipartimento delle antichità orientali con opere che datano dal 1000 a.C, provenienti in gran parte dagli acquisti e dagli scavi delle missioni francesi, arricchito negli con 11 nuove sale, ristrutturate dagli architetti J. P. Boulanger e G. Renisio, chiamate ala Sackler delle antichità orientali, dal nome della fondazione che ha finanziato i lavori. Oltre alle sculture egizie vanno ricordati le sculture e i rilievi sumeri, babilonesi (tra cui la stele con il Codice di Hammurabi), assiri, persiani, provenienti da Khorsabad, Susa, Nimrud, Mari. La sezione greco-romana comprende preziosi originali greci (lastra del Partenone, Venere di Milo, Nike di Samotracia), importanti copie romane (Supplice Barberini), statue e ritratti romani, un'imponente collezione di ceramica greca, la collezione Campana di antichità etrusco-italiche, pitture e argenterie di Pompei ed Ercolano (tesoro di Boscoreale), mosaici romani dell'Africa e della Siria, ecc. La sezione dei dipinti trae origine dalle collezioni reali, iniziate da Francesco I e arricchite notevolmente da Luigi XIV, che acquistò parte della collezione di Carlo I d'Inghilterra. Nel 1792 al nucleo originario si aggiunsero le opere d'arte provenienti da conventi, chiese e castelli confiscati dalla Rivoluzione; e dopo il 1798 i capolavori confiscati all'estero da Napoleone e che la Francia dovette restituire nel 1815. Le raccolte furono arricchite nel corso dell'Ottocento e nel nostro secolo da acquisti e donazioni private, come quelle verificatesi tra il 1985 e la fine del ventesimo secolo. E' grazie a collezionisti del calibro degli italiani F. e F. Lemme e dei francesi O. Kaumann e F. Schlageter che 120 nuove opere, mai esposte prima, sono oggi visibili al Louvre. La sezione comprende innanzitutto dipinti di maestri europei dal Medioevo al sec. XIX. La pittura toscana del Duecento è rappresentata da opere di Cimabue (Madonna e Angeli), Giotto, Simone Martini. Il primo Rinascimento è documentato da dipinti di scuola fiamminga (Madonna del Cancelliere Rolin di Jan van Eyck; Annunciazione di R. van der Weyden; opere di Hans Memling, del Maestro di Moulins, ecc.), provenzale (la Pietà di Villeneuve-les-Avignons), italiana (opere di Beato Angelico, di Pisanello, di Paolo Uccello, di Botticelli, dei Bellini, di Mantegna, di Carpaccio, ecc.), tedesca (Dürer). Tra i capolavori del classicismo italiano del primo Cinquecento si ricordano la Gioconda e la Vergine delle Rocce di Leonardo, il Concerto campestre e la Bella che si specchia di Tiziano, il S. Giorgio e la Bella giardiniera di RaffaelloAltri pittori italiani ed europei del sec. XVI sono rappresentati al Louvre con opere fondamentali: Tintoretto, Veronese (Nozze di Cana), Holbein, Lucas Cranach, Quentin Metsys (L'usuraio), Jean Clouet, Pieter Bruegel, i maestri anonimi della scuola di Fontainebleau (Diana cacciatrice). La successiva evoluzione della pittura europea è documentata da opere dei Carracci, del Greco, di Caravaggio (La buona ventura, La morte della Vergine). Assai vasto è pure il panorama della pittura europea del Seicento (Van Dyck, Rubens, Jordaens, Rembrandt, Van Ruysdael, Vermeer, Velázquez, Poussin, Lorrain, Vouet, de La Tour, Philippe de Champaigne, Le Nain). Particolarmente ben rappresentata è la pittura francese del Settecento (Mignard, Rigaud, Largillière, Watteau, Chardin, Lancret, Tocqué, Boucher con il Riposo di Diana), ma non mancano dipinti di TiepoloCanaletto, Guardi, ReynoldsRomney, Goya. La prevalenza della pittura francese diventa netta per il periodo che va dal neoclassicismo al romanticismo: sono esposte opere fondamentali di David, Prud'hon, Gros, Ingres, Géricault, Delacroix. Il Gabinetto dei disegni, creato da Colbert nel 1671 con i 5500 pezzi della collezione Jabach, comprende ora oltre 80.000 disegni. Nel 1936 la sezione si è arricchita della raccolta di incisioni di E. de Rotschild, che comprende oltre 20.000 pezzi tra cui l'opera grafica completa di Rembrandt, xilografie e bulini di maestri primitivi olandesi, fiamminghi, italiani e tedeschi, tutte le xilografie di Dürer, la grafica francese a colori del Settecento, oltre tremila disegni e cinquecento libri illustrati. La sezione delle sculture offre un discreto panorama della scultura francese dal periodo romanico (Cristo di Courajod) al gotico e tardogotico (statue-colonne da Notre-Dame di Corbeil), al manierismo (rilievo con la Deposizione di Jean Goujon), al Sei-Settecento (Puget, Coysevox, Houdon), all'Ottocento. Tra le sculture italiane si ricordano i due Prigioni di Michelangelo e la Ninfa di Fontainebleau del Cellini. La sezione degli oggetti d'arte, separata da quella della scultura nel 1893, comprende le oreficerie, i gioielli e gli smalti della corona, i tesori di St.-Denis e della Sainte Chapelle, e oggetti sequestrati al tempo della Rivoluzione. Grandissimo interesse rivestono le oreficerie, gli smalti, gli avori dei periodi carolingio e ottoniano e del secondo periodo bizantino, e l'eccezionale raccolta degli smalti di Limoges, ai quali vanno aggiunti pezzi importanti visibili nelle sette nuove sale aperte al pubblico alla fine del 1999 . Si tratta di opere come mobili, pezzi di oreficeria, pendole, vasi, porcellane di Sèvres, create in Francia sotto la Restaurazione (1814-1830) e sotto la monarchia di luglio (1830-1848). La ricca sezione degli oggetti d'arte, è situata all'estremità ovest dell'Ala Richelieu nel prolungamento delle sale Primo Impero ed in prossimità degli appartamenti di rappresentanza di Napoleone III, aperti al pubblico nel 1993 dopo i restauri dell' architetto J. M. Wilmotte.