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Branzi, Andrèa

architetto e designer italiano (Firenze 1938). Dalla metà degli anni Sessanta del Novecento fa parte del gruppo Archizoom con cui partecipa nel 1972 alla mostra Italy: the New Domestic Landscape al MoMA di New York esponendo oggetti influenzati dalla pop art americana. Nel 1973 fonda e promuove la Global Tools, primo laboratorio sperimentale per la “creatività di massa”. In seguito svolge la sua attività a Milano, dove costituisce nel 1978 la CDM (Consulenti Design Milano), società per lo sviluppo dell'immagine “coordinata” di prodotti industriali e nel 1979 vince il premio Compasso d'Oro per un sistema decorativo da applicare ai materiali sintetici. Partecipa a numerose edizioni della Triennale di Milano (anche in veste di coordinatore della sezione design) e della Biennale di Venezia (1977, 1978, 1980). Espone al MoMA di New York e al Victoria and Albert Museum di Londra. Intenso è il suo rapporto con l'industria, come anche la sua attività di pubblicista (Casabella, Modo). Dal 1976 prende parte ad Alchimia e dal 1981 al gruppo Memphis, partecipando così alle tendenze del design post-radicale o postmoderno. Nel 1983 promuove e fonda a Milano la Domus Academy, di cui è vicepresidente. Tra le sue opere si ricordano: il progetto per la nuova Galleria d'Arte moderna e il piano di recupero dell'isolato di S. Francesco ad Arezzo (1987), il progetto di ricerca Tōkyō City X per Mitsubishi (1990), la ricerca sul futuro degli uffici Citizen Office per Vitra (1993). Nel 1997 ha vinto il concorso per inviti per il progetto di decoro del pneumatico Pirelli Energy. Progetta, tra gli altri, per Acerbis, Alessi, Artemide, Cassina, Zanotta.

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