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Bucovina

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Generalità

(Bukovina). Regione storica dell'Europa centrorientale politicamente divisa tra l'Ucraina e la Romania (distretti di Suceava e Botoşani). Si estende dal versante orientale dei Carpazi Orientali verso NE fino al fiume Dnister, ed è attraversata dagli alti corsi dei fiumi Siret e Prut. Montuosa a W, con altitudini superiori ai 1500 m, si abbassa gradatamente verso E in zone collinari e di pianura; è caratterizzata da un clima di tipo continentale. Principali risorse economiche sono l'agricoltura (cereali, barbabietole da zucchero, girasole, frutta), l'allevamento (ovini, bovini e suini) e lo sfruttamento delle ricche foreste (buk, in slavo, significa faggio); le industrie, attive nei settori del legno, tessile, alimentare e del cuoio, sono concentrate nelle città di Chernivtsi (Ucraina) e di Suceava e Botoşani (Romania).

Storia

Inclusa per secoli tra i territori dominati dalla Rus' di Kiev e poi dai principati galiziani che le succedettero, la Bucovina con la città di Suceava fu dal 1388 il nucleo originario del Principato di Moldavia, che vi costruì una serie di monasteri tuttora considerati fra i massimi tesori architettonici della Romania. Sottoposta nel sec. XV al controllo del regno di Polonia, cadde quindi sotto la dominazione dei Turchi ottomani, rimanendovi fino al 1769; poi passò alla Russia e, subito dopo (1772), all'Austria, che amministrò la Bucovina come una regione d'importanza prevalentemente militare e in funzione antirussa. Nei secoli della dominazione austriaca la regione ebbe un popolamento multietnico, con la presenza contemporanea di romeni, ucraini, polacchi, ungheresi, ebrei e tedeschi. Dopo che sul suo territorio si combatterono alcune delle più sanguinose battaglie della prima guerra mondiale fra russi e austro-tedeschi (e dopo una breve inclusione nell'effimera Repubblica dell'Ucraina Occidentale) nel 1920, in base al Trattato di Sèvres, la Bucovina fu assegnata alla Romania. All'inizio della seconda guerra mondiale la parte settentrionale della regione fu ceduta all'URSS (ultimatum sovietico del 27 giugno 1940) e quasi tutta la popolazione tedesca ne emigrò verso la Germania. Rioccupata dalla Romania quando l'offensiva tedesco-romena penetrò in territorio sovietico, vide il massacro della popolazione ebraica quasi per intero; fu riconquistata nel 1944 e in base al Trattato di Parigi (10 febbraio 1947), venne definitivamente annessa all'Unione Sovietica, di cui ha fatto parte fino al 1991 quando, in seguito alla disgregazione dell'URSS, l'Ucraina è divenuta Stato sovrano. La parte meridionale invece dopo il 1920 è sempre rimasta sotto sovranità romena.

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