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Càlice Lìgure

comune in provincia di Savona (30 km), 70 m s.m., 19,36 km², 1461 ab. (calicesi), patrono: san Nicolò (6 dicembre).

Centro dell'entroterra finalese, posto alla confluenza del torrente Carbuta con il rio Pora. Compreso nella Marca aleramica (sec. X), nel 1091 divenne possesso di Bonifacio del Vasto. Passò in seguito ai Del Carretto di Savona (poi marchesi di Finale), contro i quali si ribellò nel 1558. Subì la dominazione spagnola dal 1598 al 1713, allorché fu acquistato dalla Repubblica di Genova. Durante la seconda guerra mondiale fu teatro dell'azione partigiana e di numerosi episodi di rappresaglia nazifascista. § La parrocchiale di San Nicolò fu edificata in forma barocca (1773-85) su una chiesa quattrocentesca: l'interno, ornato da marmi e stucchi, conserva opere del Maragliano e dipinti settecenteschi. Del sec. XVIII è anche la chiesa di Santa Libera. Sulla strada per Finalborgo sorge la chiesa di San Sebastiano (sec. XV), esempio di architettura di transizione tra gotico e rinascimentale, con bel portale in facciata del sec. XVI. § L'economia si basa sull'agricoltura (frutta, vite e olivo), sull'artigianato del legno e il turismo.