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Capestrano

comune in provincia di L'Aquila (43 km), 465 m s.m., 43,08 km², 960 ab. (capestranesi), patrono: san Giovanni da Capestrano (15 maggio).

Centro posto nell'alta valle del fiume Tirino. Vari reperti archeologici, tra cui la celebre statua di arte italica del “Guerriero di Capestrano” (sec. VI a. C.), testimoniano il popolamento della regione a partire dal Neolitico. L'abitato, come possesso del monastero di San Pietro ad Oratorium, è noto dal sec. IX. Nel Duecento fu feudo dei Raiano, poi degli Acquaviva; annesso alla Contea di Celano (sec. XIV), ebbe vari signori, finché nel 1566 passò ai Medici. § Nell'abitato sono il castello Piccolomini (sede municipale) e la secentesca parrocchiale di Santa Maria della Pace, con torre campanaria del Settecento, coronata da cupola a cipolla e interno barocco. § L'economia si basa sull'agricoltura (zafferano, uva, mandorle, olive, ortaggi e cereali) e su piccole industrie di trasformazione. È diffuso l'allevamento ovino e bovino. § Luciano Odorisio vi girò il film Guardiani delle nuvole (2002). Fuori dal paese sono il convento e la chiesa di San Giovanni da Capestrano (fine sec. XV, ma rimaneggiati nel sec. XVIII), con notevole chiostro e coro ligneo. Molto più antica è la chiesa di San Pietro ad Oratorium (sec. VIII e ricostruita nel sec. XII): di impianto romanico, conserva un ciborio (sec. XIII), con bassorilievi e inserti in maiolica policroma, e affreschi (sec. XII).