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Celano

comune in provincia di L'Aquila (48 km), 800 m s.m., 91,77 km², 10.975 ab. (celanesi), patrono: santi Martiri (26 agosto).

Cittadina della Marsica, situata al margine settentrionale della conca del Fucino; è compresa nel Parco Naturale Sirente-Velino. Forse antico insediamento degli Equi, divenne nell'850 sede di una contea longobarda comprendente la Marsica e il Molise. Ribellatasi all'imperatore Federico II, nel 1223 fu distrutta e i suoi abitanti dispersi. Ricostruita, fu infeudata a diverse famiglie, tra cui i Piccolomini e gli Sforza. Con la bonifica del Fucino divenne uno dei centri agricoli più ricchi della Marsica.§ Domina il borgo il castello (1392, ultimato nel sec. XV), tra i più belli d'Abruzzo: preceduto da una cinta turrita, ha il corpo centrale rettangolare, con torri quadrate agli angoli e un cortile porticato su due ordini. Il mastio ospita il Museo Nazionale d'Arte Sacra della Marsica. Nell'abitato sono la chiesa di Santa Maria in Valle Verde, con dipinti del sec. XVI, tra cui una tavola del Sodoma; la romanica chiesa di San Francesco, con facciata del sec. XV; la collegiata di San Giovanni Battista (sec. XIII); e la chiesa di San Giovanni Evangelista (sec. XI, ricostruita nel XIII).§ L'economia, di tipo agricolo (cereali, foraggi, uva, patate e barbabietole da zucchero), si basa anche sull'industria, attiva nei settori alimentare, metallurgico, elettronico, del legno e dell'abbigliamento, e sull'allevamento (bovini, ovini e caprini).§ Vi nacque Tommaso da Celano (1190 ca.-1260), ritenuto autore del Dies Irae. Nei dintorni sono le Gole di Celano, uno dei canyon più spettacolari della regione. Il Museo di Preistoria dell'Abruzzo sorge nei pressi del sito archeologico in località Paludi.

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