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Capodìstria

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(Koper). Centro principale della regione Obalno-kraska (Slovenia), 23.726 ab. (2002).

Generalità

Situata nell'Istria occidentale, sulla sponda meridionale del vallone di Capodistria (Koparski zaliv), insenatura del golfo di Trieste. Edificata su un isolotto, unito nel 1825 alla terraferma mediante due dighe, ha il tipico aspetto delle città venete; è un buon porto peschereccio e commerciale. Vi nacque il patriota italiano Nazario Sauro (1880-1916). In serbo-croato, Kopar.

Storia

Fondata dai Greci con il nome di Egida, fu romana (Castris) e poi parte dell'Impero Bizantino (Justiniopolis). Ricevuto il nome di Caput Histriae dai patriarchi di Aquileia, nel 1186 si evolse in città-repubblica e dopo lunga resistenza all'espansione veneziana cadde, nel 1279, sotto il dominio della Serenissima, divenendo un importante centro commerciale e militare, in antitesi alla città austriaca di Trieste. Con il Trattato di Campoformido (1797) passò all'Austria, conservando la sua specificità italiana. Passata all'Italia dopo la fine della prima guerra mondiale, venne conquistata nel 1945 dalle truppe partigiane iugoslave, venne abbandonata dalla comunità italiana. Nel 1954, parte della cosiddetta “Zona B” dell'Istria, venne assegnata alla Iugoslavia, cui fu confermata con l'accordo di Osimo nel 1975.

Arte

La lunga dominazione veneziana si riscontra nel carattere tipicamente veneto della città. La cattedrale di San Nazario, di fondazione romanica, ha una facciata inferiormente gotica del 1450 e superiormente lombardesca e un interno settecentesco di Giorgio Massari (attivo a Capodistria anche in palazzo Bruti), dove, tra i diversi dipinti di scuola veneta, spicca una pala d'altare del 1516 di V. Carpaccio (Madonna con Bambino e Santi). L'oratorio del Carmine, già battistero, è un edificio romanico a pianta circolare del Duecento. La chiesa di Sant'Anna, parte di un convento quattrocentesco, conserva diverse tele di pittori veneti (B. Carpaccio, G. da Santacroce). Tra gli edifici civili si ricordano il palazzo Pretorio (1447), la Loggia (1463, opera degli architetti Nicolò da Pirano e Tomaso da Venezia, restaurata nel 1698) e il “Fontego” (antico deposito di granaglie), tutti tardogotici del Quattrocento. Restano una parte della cinta muraria veneziana e una sola delle dodici porte che vi si aprivano, quella detta “della Muda”, rinascimentale. Il Museo Civico, ospitato nel tardorinascimentale palazzo Tacco, raccoglie antichità greche e romane, fregi architettonici di edifici veneziani, dipinti (Vivarini, Carpaccio, Giambellino, Magnasco) e una documentazione sulla storia della città dalla fine del Settecento all'annessione alla Iugoslavia. Nel Museo etnologico sono esposti abiti tradizionali e oggetti dell'artigianato locale.

Economia

Capodistria è sede di industrie cantieristiche, meccaniche e delle materie plastiche. Di rilievo è il ruolo della pesca e del terziario, in cui spiccano il commercio, il turismo e il comparto della comunicazione.

Curiosità

In estate si svolge il Festival del Litorale, con numerosi spettacoli, concerti e rappresentazioni teatrali che coinvolgono anche le località di Isola (Izola), Pirano (Piran) e Portorose (Portoroz).