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Cassano allo Iònio

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comune in provincia di Cosenza (70 km), 250 m s.m., 154,42 km², 17.565 ab. (cassanesi), patrono: san Biagio (3 febbraio).

Generalità

Cittadina situata sul versante meridionale del Pollino, sul declivio di un anfiteatro naturale affacciato sulla piana di Sibari. Sorge in una zona abitata già dal Neolitico, come attestano i ritrovamenti nel territorio e nella grotta di Sant'Angelo. È sede vescovile.

Storia

Le origini storiche del centro sono incerte. È infatti discussa la sua discendenza dall'antica Cosa o Cossa, che venne distrutta con Sybaris (Sibari), a cui era legata, dai Crotoniati nel 510 a. C. e ricostruita in seguito, diventando municipio romano. Citata come Cassianum nel sec. IX, fu sede di gastaldato longobardo e di una cattedra vescovile. Invasa e incendiata dai Saraceni (1031), fu infeudata dagli Angioini a Icerio de Mignac (1284). Fu poi di diversi altri feudatari, tra cui i Sanseverino (sec. XIV) e i genovesi Serra (dal sec. XVII). Nel 1806 fu saccheggiata dai francesi.

Arte

Sulla rupe detta “Pietra del Castello” si trovano i resti del maniero ricordato dal sec. XII. Nella parte bassa dell'abitato è l'antica cattedrale della Natività di Maria, ampliata nel 1491 e nel 1651 e definitivamente rimaneggiata nel 1795; la facciata, sulla quale si aprono tre portali, annuncia l'interno a tre navate, che conserva alcune parti dell'edificio quattrocentesco, arredi lignei e la cripta normanna decorata con figure bizantineggianti. Nel Palazzo Vescovile sono conservate tele dei sec. XVII-XVIII. A poca distanza dall'abitato si trovano il santuario di Santa Maria della Catena (sec. XVII), con portico rinascimentale e cupola, e la roccia di San Marco, alle cui falde, nella grotta di Sant'Angelo, antica cava di gesso e salgemma, sono venuti alla luce manufatti e ceramiche dipinte di età neolitica; lungo le pendici della roccia si trovano anche i ruderi di un monastero basiliano e di una chiesetta bizantina o normanna, detta San Marco sul Monte.

Economia

Alle tradizionali coltivazioni agricole (agrumi, cereali, olive, uva, ortaggi) si affianca un comparto florovivaistico; è attivo l'allevamento (bovini e ovini). Rilevante il turismo, favorito dalla presenza del complesso delle Terme Sibarite (acque sulfuree e fanghi) e del Parco Archeologico. L'industria è attiva nei settori alimentare (olio, conserve, dolci, vino pollino DOC), edile, dell'abbigliamento, del mobile, meccanico e dei materiali da costruzione.

Curiosità e dintorni

In agosto si svolge il premio letterario Sybaris-Magna Grecia. A breve distanza dal litorale ionico, nei pressi della foce del fiume Crati, si trova la vasta area archeologica che comprende i resti di Sybaris.