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Cefalònia

(greco Kefallenía.). Provincia (nomós) della Grecia, nella regione Isole Ionie, 904 km², 38.081 ab. (stima 2005), 42 ab./km², capoluogo Argostoli.

Questa provincia comprende l'isola stessa di Cefalonia, situata nel Mar Ionio di fronte al golfo di Patrasso, e le altre isole di Itaca, Kálamos, Kastós e altre isole minori. Prevalentemente montuosa (massima elevazione il monte Aínos, 1628 m), l'isola ha coste molto frastagliate, in cui si aprono ampi golfi, tra cui quelli di Argostoli e Mýrtou. Malgrado la scarsità di aree coltivabili, la popolazione è prevalentemente dedita all'agricoltura; altre risorse sono la pesca, l'allevamento ovino, l'artigianato (merletti, oggetti in vimini) e il turismo. § Quattro città si dividevano anticamente il dominio dell'isola, ciascuna autonoma, con proprio territorio e una propria zecca: Samos o Same (ricordata da Omero), Pronni, Crane e Pale. Gli abitanti appartenevano al gruppo dorico. Dalla metà del sec. V a. C. si unì ad Atene, poi (sec. III a. C.) alla Lega Etolica, finché, nel 189 a. C., fu sottomessa dai Romani. Mentre sono modeste le testimonianze archeologiche di età classica (tratti di cinta muraria a Crane), interessanti sono i resti delle tombe preistoriche del III-II millennio a. C. e quelle di età micenea. § Posta a capo del Ducato Jonico, sotto l'impero bizantino, Cefalonia costituì un'importante base strategica per il controllo del mare contro Slavi, Saraceni, Latini, Veneziani e Normanni. Nel 1204 si affidò ai Veneziani, pur rimanendo sotto la sovranità del principe Maio di Taranto; nel 1479 cadde in mano ai Turchi, ai quali i Veneziani la ripresero nel 1500. Nel 1797 il governo di Venezia la lasciò alla Francia in funzione antiaustriaca; passò poi (1809) sotto il governo inglese e, nel 1863, fu annessa alla Grecia. Durante la seconda guerra mondiale Cefalonia venne occupata dagli Italiani (1° maggio 1941) e, dopo l'armistizio fra l'Italia e gli Alleati, fu teatro di una battaglia tra Tedeschi e Italiani (settembre 1943).