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Chiaromónte

comune in provincia di Potenza (144 km), 794 m s.m., 70,58 km², 2148 ab. (chiaromontesi), patrono: san Giovanni (28-29 agosto).

Centro dell'Appennino Lucano, situato sulla dorsale tra le valli del fiume Sinni e del torrente Serrapotamo; è compreso nel Parco Nazionale del Pollino. Borgo fortificato dal sec. VII a. C., fu distrutto da Crasso durante la guerra servile e in seguito ricostruito dai Goti. Dopo lunghe contese tra Longobardi e Bizantini e ripetute incursioni saracene, venne devastato nel sec. IX da un terremoto. Ricostruito dai Normanni, che lo concessero ai Boemondo fino al 1319, passò definitivamente ai Sanseverino, cui rimase fino alla caduta del regime feudale.§ Restano ruderi delle mura medievali (sec. XIII) e dell'antico castello dei Sanseverino, sul quale fu costruito nel sec. XVIII il palazzo Giura. Si ricordano inoltre il Palazzo Vescovile (sec. XVIII) e, nella parte alta dell'abitato, la parrocchiale di San Tommaso Apostolo (sec. XIV), con volte affrescate e due interessanti tele di un allievo di Luca Giordano.§ I principali prodotti dell'agricoltura sono cereali, ortaggi e uva da vino. L'allevamento alimenta la produzione lattiero-casearia. È rilevante il turismo estivo.§ Le necropoli che sono state scavate ai piedi dell'abitato, caratterizzate da ricchissime suppellettili, hanno dimostrato che qui sorse un fiorente centro indigeno (prima Età del Ferro), entrato in contatto con le colonie greche della costa nel sec. VI a. C. Non lontano dall'abitato sono i ruderi dell'abbazia cistercense di Santa Maria del Sagittario, fondata nel sec. XII e soppressa all'inizio del sec. XX.

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