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Comòre (Stato)

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(Union des Comores, Udzima wa Komori). Stato dell'Africa sudorientale (1.862 km²). Capitale: Moroni. Popolazione: 646.000 ab. (stima 2008). Lingua: arabo, comoriano e francese (ufficiali), bantu, swahili. Religione: musulmani sunniti 98,4%, cristiani 1,6%. Unità monetaria: franco comoriano (100 centesimi). Indice di sviluppo umano: 0,572 (137° posto). Confini: Oceano Indiano. Membro di: Lega Araba, OCI, ONU e UA, associato UE.

Generalità

L'arcipelago si trova nel canale di Mozambico, nell'Oceano Indiano; è formato da tre isole principali, che sono Njazidja (Grande Comore), Nzwani (Anjouan), Mwali (Mohéli) e da numerosi isolotti (per le notizie riguardanti la geografia fisica, il popolamento e la storia dell'isola, vedi l'arcipelago delle Comore). Le isole sono la parte emersa di enormi edifici vulcanici, il cui basamento giace a migliaia di metri sotto il mare e la cui formazione, risalente probabilmente all'era cenozoica, fu dovuta alla successiva sovrapposizione di colate laviche emesse dai vulcani nei periodi successivi. Le Comore sono uno degli Stati più poveri del mondo a causa delle scarse risorse del sottosuolo e di un sistema di trasporti poco sviluppato. In passato l'economia si basava sulla pesca, sulla produzione di spezie e sui traffici commerciali, vista la posizione strategica tra il continente e il Madagascar. Dopo l'indipendenza dalla Francia il Paese non è mai riuscito a rendersi autosufficiente e, all'inizio del XXI secolo, deve ancora dipendere dagli aiuti finanziari concessi dai Paesi esteri.

Lo Stato

L'arcipelago, che dal 2004 ha preso il nome di Unione delle Comore, è una Repubblica federale, resasi indipendente dalla Francia nel 1975 (solo l'isola di Mayotte ha scelto di restare unita alla Francia). In base alla nuova Costituzione del 2002, frutto di un accordo che ha posto fine ad anni di regimi autoritari e colpi di stato, la presidenza viene affidata a rotazione a una delle isole, il presidente federale è eletto ogni 4 anni. Alcuni membri del Parlamento federale vengono eletti a suffragio diretto, mentre altri vengono nominati dalle assemblee regionali. Ogni isola elegge un proprio presidente e una propria assemblea legislativa. Il sistema giudiziario si fonda sul diritto francese e mussulmano, al suo vertice si trova l'Alto consiglio della Repubblica. La pena di morte è in vigore per i reati di omicidio. La difesa del Paese è affidata all'esercito costituito da circa un migliaio di effettivi. L'istruzione è obbligatoria e gratuita tra i 7 e i 16 anni. L'educazione primaria dura 6 anni, mentre quella secondaria 7 (divisa in due cicli, uno di 4 anni e l'altro di 3). I bambini possono ricevere un'istruzione di base anche nelle scuole coraniche che forniscono le basi della fede islamica. Il tasso di analfabetismo nel Paese è ancora molto alto: nel 2007 si è rivelato del 24,9%. Nell'arcipelago non è presente nessuna sede universitaria.

Territorio: geografia umana

Le Comore, isole di origine vulcanica, sono ricoperte in gran parte da foreste. La composizione etnica della popolazione è determinata dall'incrocio dell'originaria popolazione bantu con arabi, indiani e malgasci. La popolazione è costituita da comoriani per la quasi totalità (97%), seguiti da makoa (1,6%), francesi (0,4%) e altri (1%). A causa degli alti indici di natalità e di fecondità e dell'indice di mortalità in diminuzione, la percentuale di giovani è molto significativa (nel 2007 i giovani sotto i 15 anni erano intorno al 42%); questo fatto, legato alla densità demografica piuttosto alta rispetto alle risorse disponibili, fa sì che ci sia una forte spinta all'emigrazione (in particolare verso Zanzibar, Madagascar e Africa orientale). La densità è di 347 ab./km², ma la popolazione non è distribuita in maniera uniforme nell'arcipelago: l'isola più popolata è Nzwani, mentre Mwali è quella caratterizzata dal valore più basso di densità demografica, che comunque si aggira sui 100 ab./km². Circa i due terzi della popolazione del Paese vivono in insediamenti di tipo rurale, di piccole dimensioni e dotati di difficili collegamenti reciproci. Circa un terzo della popolazione vive nei centri urbani; quello di maggiori dimensioni è la capitale, Moroni, che è ubicata sulla costa occidentale di Gran Comore e svolge importanti attività commerciali. Le città di Mutsamudu e Fomboni costituiscono, rispettivamente, i centri principali di Anjouan e di Mohéli.

Territorio: ambiente

Il fertile suolo vulcanico delle isole favorisce la crescita di un'abbondante vegetazione. Al di là delle zone costiere, dove predominano le foreste a mangrovie, si estendono fasce di palme da cocco, manghi e banani. Proseguendo, nelle aree montuose, si sviluppa la foresta tropicale, ricca di vegetazione come ginestre, licheni, eriche, palme, felci arborescenti, liane, orchidee epifite, che crescono sulle cime più alte caratterizzate da semioscurità e da un'elevata umidità. La fauna delle isole è soprattutto di tipo marino. Nelle acque dell'arcipelago sono stati rinvenuti alcuni esemplari di Celacantidi (Coelacanthus), un raro pesce primitivo, la cui esistenza si fa risalire a ca. 410 milioni di anni fa. La deforestazione e l'erosione del suolo sono i principali problemi a cui le isole Comore devono far fronte. La degradazione e il depauperamento del terreno sono la conseguenza della coltivazione sui versanti delle montagne senza adeguate strutture di terrazzamento. Inoltre la pesca indiscriminata e il turismo stanno mettendo a rischio la biodiversità delle isole e in particolare le barriere coralline dell'oceano. Le aree protette sono il 18,1% del territorio nazionale e l'unico parco marino è quello di Mohéli istituito nel 2001 a titolo di progetto per la salvaguardia dell'ambiente in una collaborazione che vede unito il governo con le popolazioni locali.

Economia

Del tutto trascurate dal governo francese e giunte all'indipendenza prive di qualsiasi struttura di base atta a realizzare un minimo di autosufficienza economica, le Comore sono uno degli Stati, tra i molti piccoli liberatisi dal regime coloniale, con un'economia più debole. La perdita di Mayotte, l'isola più ricca dell'arcipelago, amministrata ancora dalla Francia, ha significato un ulteriore peggioramento della sua precaria situazione economica . Il Paese è caratterizzato da un crescente processo di impoverimento, causato dalla presenza di un settore agricolo basato quasi esclusivamente sulla coltivazione di prodotti destinati all'esportazione, dalla dipendenza dall'estero per soddisfare il fabbisogno alimentare interno (in particolare dipende dalla Francia e dal Fondo Monetario Internazionale), il che causa un debito estero insostenibile. L'economia è quindi debolissima come dimostra il PIL di soli 532 ml di $ USA; il PIL pro capite era di 816 $ USA (2008). § Da un suolo fortemente eroso, in buona parte improduttivo e ovunque poco fertile, trae il proprio sostentamento in pratica tutta la popolazione: lavora nel settore primario il 71,3% della forza lavoro. Per il consumo locale si coltivano soprattutto manioca, patate dolci, cereali e palme da cocco, ma, come accennato, la produzione di questi prodotti è insufficiente al fabbisogno interno, quindi oltre metà del cibo necessario deve essere importato. Le colture di esportazione comprendono noci di cocco, copra, banane, vaniglia, sisal, piante da profumo, tra cui l'ylang-ylang, e chiodi di garofano. § I pascoli sono magri e assai esiguo è il patrimonio zootecnico, mentre la pesca, che prima dell'indipendenza rappresentava uno dei pilastri dell'economia del Paese, è insufficientemente praticata. § Del tutto irrilevante è infine il settore industriale, rappresentato da piccole aziende artigianali adibite alla lavorazione di taluni prodotti locali, come la distillazione di oli essenziali, la produzione di manufatti in legno, l'attività molitoria ecc.; il Paese è anche privo di risorse minerarie e la scarsa energia utilizzata è fornita da centrali termiche. § Data la difficilissima situazione economica e la scarsa produzione nazionale, il commercio estero, che si svolge precipuamente con la Francia, registra un pesante passivo: le esportazioni riguardano vaniglia, oli essenziali, copra e sisal e risentono del ribasso dei prezzi sui mercati internazionali. Grazie alla posizione geografica le Comore intrattengono rapporti commerciali anche con gli Stati del Medio Oriente. Le importazioni sono in prevalenza rappresentate da prodotti alimentari, combustibili, manufatti, macchinari e mezzi di trasporto. § Le comunicazioni sono nettamente deficitarie: mancano le ferrovie, le strade raggiungevano appena i 880 km (1999), di cui ca. il 75% asfaltate; vi sono porti a Moroni, Fomboni e Mutsamudum. La capitale ospita un aeroporto internazionale. § Il turismo, favorito dalle incantevoli risorse naturali, è in crescita, ma ancora frenato dall'instabile situazione politica.

Storia

Raggiunte dagli arabi forse nel 980, nel sec. XVI le isole Comore furono più volte visitate dai portoghesi, ma su di esse non vennero effettuati insediamenti europei stabili fino al sec. XIX, quando nel 1804 l'isola di Anjouan (Nzwani) fu occupata per ordine di Napoleone. Le altre isole furono occupate dalla Francia assai più tardi: Mayotte nel 1843, Grande Comore (Ngazidja) e Mohéli (Mwali)nel 1886. Poste alle dipendenze del governatore de La Réunion nel 1886 e poi nel 1908 del governatore del Madagascar, nel 1912 divennero infine colonia separata. Nel 1958 le Comore optarono per lo status di “Territorio d'Oltremare”. Dopo l'esito favorevole del referendum indipendentistico del dicembre 1974, il 6 luglio 1975 l'Assemblea Nazionale delle Comore (assenti i deputati di Mayotte, che sceglievano così di rimanere uniti alla Francia) proclamò l'indipendenza: presidente della neonata Repubblica fu eletto il filoccidentale Ahmed Abdallah Abderrahman. Sostituito da Ali Soilih nel gennaio 1976, due anni più tardi Abdallah orchestrò un colpo di stato con l'aiuto di mercenari francesi. Assassinato Soilih, Abdallah riassunse la carica di presidente e trasformò le Comore in una Repubblica islamica. Nel 1979 la Union comorienne pour le progrès (Udzima) divenne partito unico e nel 1985 Ahmed Abdallah assunse anche la carica di premier. Nonostante fossero già stati sventati alcuni colpi di Stato, nel novembre 1989 il presidente venne ucciso dai mercenari bianchi della Guardia presidenziale al comando del francese Bob Denard, impadronitosi temporaneamente del potere. Bob Denard, pressato dal Sudafrica e dalla Francia, ben presto però fu costretto a ritirarsi (dicembre 1989), lasciando spazio a un governo provvisorio di unità nazionale. Le elezioni presidenziali del 1990 posero quindi a capo dello Stato Said Mohamed Djohar, sostenuto dall'Udzima (il partito di Abdallah), ma la situazione politica del Paese continuava a rimanere estremamente instabile. Nel 1996 Mohamed Djohar, dopo aver conosciuto alterne fortune, rinunciò al proprio mandato presidenziale e vennero indette nuove elezioni presidenziali che portarono a capo dello Stato l'ex primo ministro destituito nel luglio 1992, Mohamed Taki Abdoulkarim, leader dell'Unione Nazionale per la Democrazia. Come primo atto del suo governo Abdoulkarim varò una nuova Costituzione, approvata con referendum nell'ottobre 1996, che si ispirava alla rigida osservanza della legge coranica e che rafforzava i poteri del presidente della Repubblica. Nel 1997, il movimento separatista operante ad Anjouan (Nzwani) proclamò l'indipendenza dell'isola dalla federazione e l'anno seguente anche l'isola Mohéli (Mwali) rivendicò la propria indipendenza: nel 1999 fu proposto un accordo che prevedeva la creazione di una nuova entità comoriana con una forte autonomia di ogni isola e la presidenza a rotazione, ma i delegati di Anjouan si opposero scatenando disordini in tutto l'arcipelago. Il 30 aprile 1999 il capo di Stato Maggiore Azali Assoumani destituì Tadjine Ben Said Massounde, presidente ad interim dopo la morte di Abdoulkarim (novembre 1998) e, con un nuovo colpo di stato, prese il potere: egli sciolse l'Assemblea federale, nominò un esecutivo di transizione e promulgò una nuova Costituzione, con cui gli venivano attribuiti tutti i poteri. Nel 2001 Mohammed Bacar prese la nomina di presidente nell'isola di Anjouan. Il ripristino delle istituzioni democratiche venne raggiunto nel 2002 grazie alla mediazione di Francia e Unione Africana: lo stato da Repubblica Federale Islamica delle Comore prese il nome di Unione delle Comore, l'aspirazione di autonomia delle tre isole principali venne salvaguardata garantendo a ciascuna l'autonomia governativa e venne creato un governo federale per le tre isole. Assoumani si dichiarò presidente dell'Unione ma, in un clima di confusione amministrativa, ciascuna delle tre isole elesse il proprio presidente. Nel 2006 Ahmed Abdallah Sambi, un islamico moderato educato in Medio Oriente, è stato eletto come secondo presidente dell'Unione dopo l'uscente Assoumani. Nel dicembre del 2010 il vice presidente Ikililou Dhoinine vinceva le presidenziali con il 61% dei voti.

Cultura

La cultura delle Comore è strettamente legata al mondo islamico: anche nell'architettura, che contribuisce a definire il cosiddetto stile dell'Oceano Indiano, si trovano moschee persino in riva al mare, nonché luoghi di riunione degli anziani, all'aperto, architettonicamente definiti. Anche gli abiti riflettono la cultura islamica: gli uomini indossano lunghe tuniche bianche (kanzus in swahili), spesso accompagnate da zucchetti ricamati (kofias). Le donne hanno il capo coperto. La letteratura comoriana deriva da quella orale sotto forma di hali (fiabe tradizionali) e nei secoli passati da racconti scritti in arabo da principi, sultani e nobili. Una buona parte della letteratura è scritta in shimasiwa (dialetto comoriano); gli scrittori più noti, che però scrivono in francese, sono Aboubacar Said Salim (n. 1949), Said Ahmed Sast e Abdou Salam Baco (n. 1965). La musica comprende un'ampia varietà di stili, assorbiti dall'Africa orientale, dal medio Oriente, dall'India meridionale e dal Madagascar. Contemporaneamente gli artisti comoriani producono una musica tradizionale che è una via di mezzo tra reggae e rap, suonata con strumenti tradizionali come tamburi, sonagli, cetre e liuti a cinque corde. Fa parte della tradizione islamica anche la danza; quella più famosa ha origini africane e malgasce: si chiama mougodro ed è un ballo circolare al quale partecipano uomini, donne e bambini. La cucina è molto simile a quella malgascia; per accompagnare carne, pesce e verdure al posto del riso, però, si utilizza la cassava, detta mhogo.