Questo sito contribuisce alla audience di

Forèste Casentinési, Mónte Falteróna, Campigna, Parco Nazionale delle-

Guarda l'indice

superficie 364,00 km², altitudine 400-1654 m s.m. (monte Falterona), province: Arezzo, Firenze, Forlì-Cesena. Sede a Pratovecchio (AR). Istituzione: 1993.

Territorio

Posto nell'Appennino Tosco-Emiliano, il parco tutela uno dei crinali tra i meglio conservati d'Italia, una fitta distesa di boschi e foreste che unisce il monte Falterona, dove nasce l'Arno, ai monti Falco e Penna. Il versante romagnolo comprende le valli del Tramazzo, del Montone, del Rabbi e del Bidente di Corniolo. Quello toscano include una piccola porzione del Mugello e la parte montana del Casentino. Nel settore toscano dell'area protetta sorgono due luoghi di culto di grande interesse: l'eremo di Camaldoli e il santuario francescano della Verna. Costituiscono il cuore del parco le Foreste Demaniali Casentinesi, la cui salvaguardia e gestione iniziò già nel 1012, quando l'imperatore Enrico II donò 160 ha di bosco al monaco benedettino Romualdo, il quale vi costruì cinque celle e una piccola cappella (primo nucleo dell'eremo di Camaldoli). Tra gli obblighi dei monaci vi era quello di ripiantare ogni anno 5000 piante e di usare il ricavato del legname venduto per migliorare la foresta. Nei sec. XVII e XVIII, però, le foreste del parco furono devastate in seguito all'abolizione delle leggi che proibivano il taglio dei boschi, e di nuovo agli inizi del Novecento a causa della costruzione della ferrovia, che richiese grandi quantità di legname.

Flora e fauna

La vegetazione dominante è rappresentata dal faggio e dall'abete bianco (gli esemplari più maestosi si trovano nel bosco della Verna e nelle foreste di Camaldoli e Sasso Fratino, quest'ultima riserva naturale integrale dal 1959), ma sono molto diffusi anche la ginestra, che colonizza i pascoli e i pendii sassosi, l'acero, l'olmo e il frassino. Nel territorio si trovano alcuni esemplari di piante plurisecolari, i cosiddetti “patriarchi” del parco, tra cui si segnala il castagno Miraglia, di ca. 500 anni di età, con una circonferenza di più di 10 m e un'altezza di ca. 19 m. Vicino ai corsi d'acqua vegeta la tozzia, piccola pianta dai fiori gialli, tipica delle Alpi, che trova nel parco l'unico sito appenninico. Lungo i pendii e i dirupi cresce la sassifraga gialla, mentre il giglio martagone prospera nei boschi, sui prati e nelle vallette umide. Vivono nel parco diverse specie di mammiferi, quali il lupo, il daino, il capriolo, il cervo e il cinghiale. L'avifauna è rappresentata, in parte, dall'aquila reale, dal falco pecchiaiolo, dall'astore, dal gufo reale e dal gufo comune, che nidificano nella zona più remota del parco, e dal merlo acquaiolo, visibile lungo le rive dei torrenti.