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Gùspini

comune in provincia di Medio Campidano, 130 m s.m., 174,73 km², 12.695 ab. (guspinesi), patrono: san Nicola di Mira (6 dicembre).

Cittadina situata al margine occidentale del Campidano. L'abitato, che nel Medioevo fu compreso nel Giudicato d'Arborea, sorse in un territorio di insediamenti preistorici, protostorici e romani. Compreso nella curatoria di Bonorzuli in epoca giudicale, fece parte del Marchesato di Oristano (1410) fino alla definitiva sconfitta di Leonardo Alagon (1478) da parte degli Aragonesi, che inclusero Guspini nella Contea di Quirra; fu possesso di altri signori fino al 1839, anno dell'abolizione del regime feudale. § La chiesa di San Nicola di Mira (sec. XV), dalle forme gotico-aragonesi, presenta una facciata merlata; all'interno è un prezioso crocifisso del Cinquecento. La piccola chiesa di Santa Maria di Malta risale al sec. XI. § L'economia è in prevalenza basata sul terziario, cui si affiancano aziende che operano nei settori della lavorazione del legno, dei metalli, delle materie plastiche, dell'edilizia e dei materiali da costruzione. L'agricoltura produce cereali e ortaggi; sono praticati l'allevamento ovino e caprino e l'apicoltura. Notevole importanza hanno l'artigianato dei coltelli e il turismo. § In estate si svolge la mostra Arresojas “Biennale del Coltello Sardo”. A Guspini furono girate scene del film Il figlio di Bakunin (1997) di Gianfranco Cabiddu. Nei dintorni si trovano le miniere abbandonate di Montevecchio, con numerosi edifici in stile liberty (ospedale, uffici con saloni affrescati e abitazioni); il complesso è compreso nel Parco Geominerario della Sardegna, promosso dall'UNESCO per la valorizzazione a fini culturali e turistici delle miniere sarde abbandonate. Pochi chilometri a N è la fortezza nuragica di Saurecci, con mura di cinta e quattro torri angolari; sulle rive dello stagno di San Giovanni sono i ruderi di età imperiale dell'antica città di Neapolis, fondata dai Fenici nel sec. VI a. C. e abbandonata nel Medioevo.