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Giùlio Césare

dramma di Shakespeare, composto nel 1599 e pubblicato nel 1623. L'opera, ispirata da Plutarco, è strutturalmente divisa in due parti. Nella prima si assiste al consolidarsi della congiura contro Cesare, che minaccia di farsi tiranno. Dopo la sua uccisione, cui partecipa anche Bruto, in una grande scena centrale Marcantonio scatena con un abile discorso la reazione del popolo, che si rivolta contro i congiurati. Nella seconda parte si assiste così alla loro sconfitta e alla loro morte. Dramma di transizione, ragionamento sul potere e sulle condizioni per la stabilità politica, mantiene una visione problematica degli avvenimenti, oscillando fra la visione medievale, favorevole a Cesare, e quella rinascimentale, favorevole ai congiurati. Al centro stanno perciò la figura e il dramma umano di Bruto. Sempre rappresentato con successo, il dramma fu ambito da tutti i grandi della scena, specie per l'interpretazione della parte di Antonio. Orson Welles ne diresse un'edizione americana (1938) con i protagonisti in divisa fascista. Il cinema lo ha presentato in due edizioni di successo: nel 1953 (regia di J. Mankiewicz, protagonisti J. Mason, M. Brando e J. Gielgud) e nel 1970 con l'interpretazione di C. Heston.

Bibliografia

Granville-Barker, in Prefaces to Shakespeare, Londra, 1927; A. Bonjour, The Structure of Julius Caesar, Liverpool, 1958; M. Sestito, Julius Caesar, Bari, 1970.

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