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Graf, Arturo

poeta e critico italiano (Atene 1848-Torino 1913). Ottenuta la cattedra di letteratura italiana all'Università di Torino nel 1882, fu tra i fondatori, nel 1883, con Renier e Novati, del Giornale storico della letteratura italiana. Alla sua scuola si formarono A. Momigliano, G. Gozzano, C. Calcaterra, F. Pastonchi, M. Bontempelli, P. Martinetti. L'opera poetica di Graf, raccolta nei volumi Medusa (1880), Dopo il tramonto (1893), Le Danaidi (1897), Morgana (1901), Poemetti drammatici (1905), Rime dalla selva (1906), è un esempio di esperienza minore di crisi e di trapasso: confluiscono in essa un tardo romanticismo permeato di spiritualismo e di pessimismo cosmico e un faticoso simbolismo (Graf fu tra i primi studiosi di questo movimento). Ma l'esigenza di immagini nuove rimane solo esteriore e la meditazione sul senso tragico dell'esistenza e il mistero della morte si risolvono in fantasie spettrali sullo sfondo di cupe atmosfere medievali. Graf scrisse anche un romanzo (Il riscatto, 1901), che rispecchia l'evoluzione dal positivismo allo spiritualismo, e un gran numero di opere erudite di critica letteraria dove motivi romantici si intrecciano al positivismo del metodo storico (Studi drammatici, 1878; Prometeo nella poesia, 1888; Miti, leggende e superstizioni del Medioevo, 1892-93; Foscolo, Manzoni, Leopardi, 1898). Importanti infine i suoi studi sull'Aretino e in genere sul Cinquecento.

G. Petrocchi, Scrittori piemontesi del secondo Ottocento, Torino, 1948; B. Croce, La letteratura della nuova Italia, Bari, 1949; L. Croce Zimbone, L. Capuana, S. Farina, A. Graf, A. Negri. Segnalazioni critiche, Catania, 1982.