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Hangzhou

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Generalità

Città (1.099.660 ab. nel 1990) della Cina, capoluogo della provincia del Chekiang (Regione dell'Est), 160 km a SW di Shanghai, situata alla foce del fiume Fuchun nella baia di Hangchow e all'estremità meridionale del canale Imperiale. Importante nodo stradale e ferroviario e attivo porto commerciale, è mercato agricolo (riso, tè, iuta) e sede di industrie tessili (seta, cotone, iuta), siderurgiche, meccaniche, elettrotecniche, alimentari, chimiche, petrolchimiche e cartarie; nei pressi, giacimenti di gas naturale. Aeroporto. Università. Anche Hang-chou; in pinyin, Hangzhou.

Storia

Già importante sotto i Sui (581-618), soprattutto per il Gran Canale che terminava proprio a Hangzhou e metteva in comunicazione la Cina del nord con quella del sud. Fu sotto i T'ang (618-906) e poi con le Cinque Dinastie (906-960) che Hangzhou accelerò il proprio processo di sviluppo, soprattutto sotto il Regno di Yüeh. Divenne capitale dei Sung meridionali (1127-1279) che la chiamarono “Hsingcai”, ovvero capitale provvisoria, in quanto vi si erano trasferiti da Kaifeng sotto la pressione dei nomadi (1126). Conquistata dai Mongoli (1276), continuò a mantenere quel nome, tanto che Marco Polo visitandola la chiamò “Quinsai” e la descrisse nel suo libro come una delle città più grandi e più belle del mondo; allo stesso modo la descrissero Odorico da Pordenone (1330) e l'arabo Ibn Baṭṭūṭa (XIV sec.). Il missionario Matteo Ricci, che la visitò nel 1583, riporterà per primo il famoso detto cinese: “In Cielo c'è il Paradiso, sulla terra ci sono Hangzhou e Suchow”. Devastata dalla ribellione dei T'ai-p'ing (1860), fu pazientemente ricostruita, tanto che nel 1895 sarebbe stata riaperta al commercio estero con il Trattato di Shimonoseki.