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Idrisiti

(Idrīsidī). Dinastia del Marocco fondata nel 788, con l'aiuto delle tribù berbere degli Awrāba e degli Zenata, dallo sceriffo Idrīs ibn ʽAbdallāh, discendente da Ḥasan, primogenito di Alī e Faṭima. Riconosciuto dalla maggioranza delle cabile, Idrīs pose la capitale a Ulīlī (l'antica Volubilis); Idrīs II (793-828), suo figlio e successore, la trasportò a Fez, città da lui stesso fondata, che doveva diventare centro religioso e culturale dell'Islam. Idrīs I e il figlio, che portarono entrambi il titolo di imām, attuarono un'energica azione di islamizzazione del Paese, imponendo la dottrina sunnita ortodossa. Con il terzo sultano Muḥammad I (828-836) ebbe inizio il declino della dinastia dovuto a rivalità sia tra i membri della famiglia sceriffale, sia tra le tribù che avevano riconosciuto l'autorità degli Idrisiti. Agli inizi del sec. X il regno fu coinvolto nella rivalità tra Faṭimiti di Tunisia e Omayyadi di Spagna, i quali si alternarono nella nomina dei sultani secondo che le circostanze volgessero a favore degli uni o degli altri, sinché nel 985 gli Omayyadi riportarono una vittoria decisiva. § Di questa dinastia rimangono solo pochi monumenti, largamente ampliati e rimaneggiati. La moschea dei Kairouanesi, al-Qarawwiyyn a Fez, ampliata a più riprese dall'859 al 1135, ha una pianta a più navate trasversali e minareto a base quadrata. La moschea degli Andalusi, di fondazione quasi coeva (di cui resta il minareto del 956), fu ampliata con una fontana (1307) e una biblioteca (1415).

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