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Karačajevo-Čerkessia

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(Karačajevo-Čerkesskaja Respublika). Repubblica autonoma della Russia sudoccidentale, 14.100 km², 431.488 ab. (stima 2006), 31 ab./km², capoluogo: Čerkessk. Confini: territorio di Stavropol (N), Repubblica di Cabardino-Balcaria (E), territorio di Krasnojarsk (W); Georgia (S).

Generalità

La Repubblica è estesa sul versante settentrionale del Grande Caucaso e attraversata dal fiume Kuban. Il territorio è per l'80% montuoso (Elbrus, 5642 m) e ricoperto di foreste. A N invece, il territorio si presenta piatto e stepposo. Conta più di 130 laghi alpini glaciali, numerose cascate e 172 fiumi (Aksaut, Bolšaja Laba, Bolšoj Zelenčuk, Daut, Kuban). Inoltre nel territorio si trova il canale di Bolšoj Stavropolskij, che fornisce acqua al Territorio di Stavropol. Il clima è temperato continentale con lunghi periodi di sole. Sul totale degli abitanti, i karačai (gruppo di origine turca, discendente dagli Alani) rappresentano più di un terzo della popolazione, i russi circa un terzo. Inoltre vi sono numerosi gruppi minori quali abazi, nogai (origine turca), osseti, ucraini e circassi (origine adiga). La religione più praticata è il cristianesimo ortodosso, seguito dall'islam sunnita. Risorse economiche sono l'agricoltura (cereali, ortaggi, barbabietole da zucchero), l'allevamento ovino e bovino, e in misura maggiore lo sfruttamento forestale e del sottosuolo, ricco di carbone, oro (presente soprattutto nella regione di Učkulanskij), piombo, zinco, rame e tungsteno. Vi sono inoltre moltissime cave di gesso, calcare, marmo, sabbie e argilla. La repubblica è sede di un grande radiotelescopio (600 m di diametro), che al momento della sua costruzione era il più grande del mondo, e dell'Osservatorio Speciale di Astrofisica dell'Accademia di Scienza della Federazione Russa.

Storia

Le due etnie dei karačai e dei circassi sono state oggetto di islamizzazione dal sec. XVI. Il territorio fu annesso all'Impero russo nel sec. XIX, determinando l'esodo dei circassi, che migrarono soprattutto in Turchia. Durante la seconda guerra mondiale anche il popolo dei Karačai fu costretto a lasciare la regione, deportato in Siberia con l'accusa di collaborazione con i nazisti. Nel 1957 la popolazione è stata riabilitata ed è tornata nelle proprie abitazioni.

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