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Katyn

villaggio della Russia, sul fiume Dnepr, ca. 20 km a W di Smolensk. Nell'aprile 1943 truppe tedesche rinvennero nella foresta di Katyn, raccolti in grandi fosse, i resti di oltre 4000 ufficiali polacchi. Accusato del massacro, il governo sovietico respinse la denuncia giudicandola propagandistica, ma al contempo impedì alla Croce Rossa Internazionale di aprire l'inchiesta e ruppe i rapporti diplomatici con il governo polacco in esilio a Londra. Nel 1946, durante il processo di Norimberga, i sovietici ritorsero l'accusa sui nazisti, ma il tribunale internazionale scagionò l'esercito tedesco. L'inchiesta fu ripresa nel 1953 dagli americani i quali accertarono che i polacchi, fatti prigionieri dai sovietici nel 1940, furono dapprima internati nel campo di Kozelsk e poi sterminati. Solo nel 1990, i dirigenti sovietici ammisero ufficialmente la responsabilità del massacro ordinato da Berija e Stalin, e dopo il 1992 furono scoperti documenti sovietici in cui si parlava di un'esecuzione di massa che portò alla morte più di 20.000 soldati.

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