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Mègara Iblèa

(latino Megăra Hyblaea), antica colonia greca, i cui resti sono situati in contrada Megara Giannalena, nell'area portuale e industriale di Augusta (provincia di Siracusa). Fondata presso l'antica città sicula di Ibla, di cui perpetuava il nome, da genti megaresi nel sec. VIII a. C., conobbe il periodo di maggior splendore nei sec. VI-V a. C. È nota, nelle fonti letterarie, per la sua produzione di miele. Distrutta nel 483 a. C. dal tiranno siracusano Gelone, rinacque come colonia di Siracusa nel 340 a. C. Fortificata nella seconda metà del sec. III a. C., fu presa e devastata dai Romani nel 214 a. C., nel corso della seconda guerra punica. Persa ogni importanza, venne definitivamente abbandonata nel sec. VI. § L'indagine archeologica ha riportato alla luce avanzi architettonici delle cinte murarie, di necropoli, dell'impianto urbano con due templi dorici, dell'agorà e di un tempio ellenistico. Di alto interesse sono i reperti della scultura (koûroi in marmo e kourotròphos in calcare) e la ceramica arcaica, che sono custoditi, con altro materiale, presso il Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi” di Siracusa.

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